La guerriglia antipetrolifera del Movimento di emancipazione del Delta del Niger sembra aver superato il confine tra Nigeria e Camerun. Venerdì mattina una cinquantina di uomini armati, a bordo di motoscafi, ha assalito una nave petroliera – della multinazionale francese Total. Una decina di lavoratori [sette francesi, due tunisi e un camerunense] sono stati rapiti dai guerriglieri che hanno lanciato un ultimatum: entro tre giorni, se le loro richieste non saranno accolte, gli ostaggi saranno uccisi. L’azione è avvenuta al largo della penisola di Bakassi, un territorio a lungo conteso tra il Camerun e la Nigeria, risolto ad agosto di quest’anno con la rinuncia della Nigeria alle proprie rivendicazioni territoriali. L’azione è stata rivendicata da un gruppo, i Bakassi Freedom Fighters, finora sconosciuto che avrebbe ricevuto sostegno anche da gruppi guerriglieri nigeriani [non il Mend, per quanto se ne sa finora]. Lo stile dell’azione, però, a partire dalla scelta del bersaglio ricorda il modus operandi del principale gruppo armato del Delta del Niger, la cui «zona di operazioni» confina con la penisola di Bakassi.
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