«Le mie parole sono state travisate». Inizia con una parziale retromarcia del sindaco Alemanno il day after dello sgombero militare del centro sociale Horus, nel quartiere romano di Montesacro, compiuto ieri mattina all’alba. Il primo cittadino ha detto di essere disponibile a convocare «un tavolo di confronto con i centri sociali e di non voler fare la guerra a nessuno». Parole ben diverse da quelle pronunciate ieri, che parlavano di una «lunga stagione di sgomberi». Peccato che questa mattina, esponenti di primo piano del Pdl romano annunciavano l’imminente sgombero dell’ex ospedale Regina Elena, che ospita oltre duecento famiglie senza casa, mentre sembra confermata la imminente sostituzione del prefetto Mosca, considerato troppo morbido nella gestione delle emergenze sociali. Resta il fatto che, anche questa mattina, piazza Sempione era presidiata da alcune volanti della polizia. Testimoni diretti hanno visto decine uomini in divisa introdurre cemento e mattoni utili a murare porte e chiudere gli spazi del centro sociale. Non si ferma neppure la mobilitazione dei centri sociali e dei movimenti di lotta per la casa: oggi pomeriggio, alle 17, «presidio itinerante» nel municipio IV; domani pomeriggio, dalle 16, assedio sonoro davanti al Campidoglio, in contemporanea con la seduta consiglio comunale. Infine, sabato 25, dalle 22, musica e festa per le vie di Montesacro.
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Carta / Cantieri sociali