I rappresentanti dei governi di Egitto, Yemen, Arabia saudita, Giordania e Sudan si sono riuniti nella capitale egiziana Il Cairo per un incontro d’emergenza con un unico punto all’ordine del giorno: combattere la pirateria che dalle coste somale minaccia il traffico marittimo nello stretto di Aden e attraverso il Mar Rosso. L’incontro è stato provocato dal sequestro della petroliera Silver Star, nave saudita con un carico di 2 milioni di barili di petrolio. I sequestratori – che trattengono anche i 25 membri dell’equipaggio – hanno chiesto un riscatto di 25 milioni di dollari. La richiesta, accompagnata da un ultimatum di 10 giorni rivolto al governo saudita, è stata trasmessa da un «portavoce» dei pirati all’Agence France press, ma secondo i sauditi non sarebbe autentico, anche Riadh ha ammesso che da mercoledì sono in corso trattative con i pirati. «Nessuna opzione è esclusa», ha invece detto il portavoce del governo egiziano, lasciando prevedere anche un possibile raid per liberare la nave e i marinai [19 filippini, due britannici, due polacchi, un croato e un saudita].
Nelle acque somale incrocia una forza navale della Nato, che però – sulla carta – non ha il mandato per intervenire e liberare navi prese ostaggio. Il ministro degli steri britannico David Miliband ha detto che per prevenire questo tipo di attacchi è necessario mandare una flotta europea, forse già a dicembre.
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