Si sono chiuse le indagini preliminari sul pestaggio – a Parma – di Emmanuel Bonsu, un ventiduenne di origini ghanesi. Il ragazzo è stato insultato [«confessa scimmia», si è sentito dire] e picchiato – nell’ambito di un’«operazione anti-droga» che aveva ricevuto il plauso dell’assessore alla sicurezza Monteverdi – da alcuni vigili urbani, che lo avevano rilasciato con una busta sulla quale avevano scritto «Emanuel negro». È ormai imminente il rinvio a giudizio dei 10 vigili urbani indagati per le accuse di concorso in percosse aggravate, calunnia, ingiuria, falso ideologico e materiale, violazione dei doveri d’ufficio, abuso di potere e sequestro di persona. Dalle indagini, grazie alla testimonianza di Bonsu, è emerso anche un altro particolare agghiacciante. Nel computer di uno degli agenti è stata rinvenuta una foto che lo ritrae mentre mostra il ragazzo, in particolare il suo occhio tumefatto, come un trofeo di guerra. Il vigile proprietario del computer aveva cercato di eliminare la foto dal computer.
Nel frattempo i ministri della giustizia dei paesi dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo per un provvedimento contro il razzismo. Un comunicato spiega che il provvedimento – che dovrà essere trasformato in legge dai singoli stati entro due anni – è rivolto contro «coloro che incitano pubblicamente e intenzionalmente alla violenza e all’odio, anche attraverso la disseminazione o la distribuzione di trattati, foto o altro materiale diretto contro un gruppo di persone o un membro di tale gruppo definito in base alla razza, al colore, alla religione, discendenza o origini nazionali o etniche».
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