Amministratori locali e parlamentari del centrodestra hanno rilanciato in questi giorni l’ipotesi di bruciare il Cdr [combustibile derivato dai rifiuti] nella centrale a carbone dell’Enel Torre Valadaliga nord a Civitavecchia [Roma]. L’obiettivo sarebbe quello di scongiurare la
presunta emergenza rifiuti che, dicono, è dietro l’angolo. E’ una emergenza creata ad arte per convincere l’opinione pubblica della
necessità non solo di bruciare i rifiuti insieme al carbone ma anche di realizzare un inceneritore, replicano in molti, a partire dai No coke [CartaQui in edicola venerdì 5 dicembre].
Intanto, fra ammissioni e smentite, il comune di Civitavecchia [centrodestra] si porta avanti con il lavoro, senza che la città riesca a capire come stanno effettivamente le cose. E il sito “www.trcgiornale.it/news”:http://www.trcgiornale.it/news, giornale telematico locale,
ha lanciato il 29 novembre un sondaggio che chiede «Termovalorizzatore dei rifiuti a Civitavecchia. E’ giusto?». Fino a questa mattina avevano risposto in 850 circa: «No, la città ha già ampiamente dato sotto il profilo ambientale» per il 54,6 per cento, «Sì, bisogna uscire dalla logica delle discariche» per il 44,9 per cento, il resto non sa. Ma gli inceneritori non eliminano affatto le discariche, e la raccolta
differenziata in città è al 7 per cento. I No coke invitano a partecipare anche con il sondaggio.
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