Assolti «per non aver commesso il fatto», l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro e l’ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola. Erano accusati di aver indotto alla falsa testimonianza l’ex questore di Genova Francesco Colucci sull’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 del 2001. Colucci è stato rinviato a giudizio.
Lo scorso luglio i pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini, titolari dell’inchiesta, avevano chiesto due anni di reclusione per De Gennaro e un anno e quattro mesi per Mortola. I giudici oggi hanno deciso in fretta: la camera di consiglio è durata poco più di un quarto d’ora. I difensori di Mortola hanno espresso soddisfazione per la sentenza: «E’ stato dimostrato – ha detto l’avvocato Pier Giovanni Iunca – che De Gennaro e Mortola non c’entravano nulla, è quello che abbiamo sempre sostenuto».
Il processo contro l’ex capo della polizia e attuale capo del Dis, l’organo di coordinamento dei servizi segreti, nacque dall’intercettazione di una conversazione tra Mortola e Colucci. In un primo momento Colucci aveva sostenuto che De Gennaro sapeva del blitz alla Diaz, a causa della presenza sul posto di Roberto Sgalla, allora responsabile delle pubbliche relazioni della polizia; in un secondo momento, Colucci disse invece che la presenza di Sgalla era stata una sua iniziativa. La nuova versione, secondo i pm Zucca e Cardone Albini, era dovuta all’intervento diretto di De Gennaro: «Ho parlato con il capo», disse Colucci a Mortola nell’intercettazione, «devo cambiare versione».
L’avvocato di parte civile, Laura Tartarini, ha detto: «Mi stupisce di più l’assoluzione di Mortola, per cui c’era una prova piena, e cioè le intercettazioni dove istruiva Colucci su cosa dire. Quelle telefonate sono state perfettamente riportate nel processo. Come si possa pensare che sia colpevole chi fa una falsa testimonianza e non chi lo induce a farla, ce lo spiegherà la motivazione».
«Mi aspettavo una sentenza di questo tipo», ha detto Vittorio Agnoletto, che nel luglio 2001 era il portavoce del Genoa Social Forum. «Parliamo di De Gennaro, che allora venne nominato capo della polizia del centrosinistra e che oggi è coordinatore unico dei servizi segreti italiani. Una delle persone più potenti in questo momento in Italia, a conoscenza di tanti segreti. Aspettarsi una sua condanna è come vivere nel mondo dei sogni. Purtroppo, da questo punto di vista, la legge non è uguale per tutti». Anche Haidi Giuliani non si stupisce: «De Gennaro fa parte della categoria degli intoccabili del nostro paese. Dopo i fatti i di Genova ha avuto una carriera sfolgorante, quindi non ho nessuno stupore davanti a una sentenza di assoluzione. La battaglia per ottenere giustizia sui fatti di Genova è stata una battaglia persa fin dal primo giorno», ha aggiunto la madre di Carlo.
Non appena appresa la notizia dell’assoluzione, il responsabile sicurezza del Pd Marco Minniti ha telefonato al prefetto Gianni De Gennaro «per felicitarsi ed esprimere la propria soddisfazione per l’esito della vicenda».
La notte del 21 luglio, nei locali della scuola Diaz si compì un’aggressione violentissima da parte delle forze dell’ordine contro centinaia di ragazze e ragazzi che lì stavano passando la notte. Molti vennero aggrediti mentre dormivano, molti furono insultati, terrorizzati, picchiati, manganellati a sangue. Il bilancio complessivo dell’«operazione» fu di 66 feriti e 96 fermati. Il blitz venne in seguito giustificato dalle forze dell’ordine spiegando che i poliziotti cercavano armi: a dimostrazione della sua necessità la polizia esibì due molotov e spranghe, che, venne detto, erano state trovate durante la perquisizione. Poi si seppe che le due molotov erano state fabbricate dai poliziotti dopo l’irruzione, e le spranghe vennero prese da un cantiere nelle vicinanze. Nonostante ciò, nel novembre dell’anno scorso, i vertici della polizia sono stati tutti assolti.
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