Clandestino Day 2010

Cinquantacinque città e centinaia di organizzazioni e singoli cittadini hanno partecipato al Clandestino Day lanciato dal settimanale Carta. Tante iniziative per resistere all’imbarbarimento delle relazioni sociali e delle condizioni di vita dei migranti che vivono in Italia. La prima giornata di un lungo autunno migrante e antirazzista.

Una giornata nazionale di mobilitazione antirazzista, dal titolo volutamente provocatorio, alla quale oltre trecento organizzazioni hanno aderito, costruendo iniziative autorganizzate sulle questioni locali più pungenti in tema di immigrazione. Il Cie a Rovigo o a Firenze, i morti nel Mediterraneo a Cagliari, la disoccupazione a Genova, la persecuzione dei lavoratori ambulanti senegalesi a Catania, le espulsioni e gli sgomberi a Roma, la scuola e le leggi razziali a Palermo…

Un grande successo per le nostre piccole forze, che dimostra ancora una volta quanto sia importante difendere l’informazione indipendente. Non saranno le 140 città francesi che si ribellano contro le espulsioni di massa dei rom orchestrate da Sarkozy, ma di sicuro questa prima giornata del lungo autunno antirazzista ha raccolto e catalizzato molte energie. Un passo deciso verso la settimana di mobilitazione per i diritti dei migranti, che si svolgerà dal 8 al 15 ottobre e verso la manifestazione della Fiom il 16.

Proiezioni, azioni comunicative, manifesti clandestini, merende clandestine, manifestazioni, presidi, tornei di calcio antirazzisti, concerti, dibattiti. Una giornata che ha suscitato dibattiti e polemiche sulle cronache locali dei giornali e su molti siti, da L’Unità al Corriere della Sera, dal Messaggero a Il resto del Carlino, da Mixa a Il Minuto, da Repubblica a Il Tempo e  Il Mattino, con l’eccezione del Tg3 nazionale e di Liberazione, che hanno dato rilievo nazionale alla nostra iniziativa. Le radio non sono state da meno: da Radio città del capo [Bologna] a Radio onda rossa, Amisnet e Radio città aperta [Roma], a Radio onda d’urto [Torino].

Molti appuntamenti hanno esplorato l’importanza della scuola come laboratorio delle politiche di esclusione, come si è visto con le classi ponte e il tetto dei 30 per cento di stranieri voluti dal ministro Gelmini, e hanno ribadito l’importanza di una scuola aperta e accogliente. Perché – recitavano alcuni cartelli esposti da quelli che i giornali hanno ribatezzato «gli attivisti del Clandestino Day» all’ex cartiera di via Salaria a Roma – «Il futuro dei bambini non fa rima con clandestini». A Varese il coordinamento migrante ha promosso una partita del Gioco del clandestino nella scuola media Vidoletti, e si appresta a organizzare un vero e proprio tour. E in molte città è stato proiettato il documentario di Margine operativo «Non rubateci il futuro», che racconta la resistenza della scuola Iqbal Masih, nel quartiere romano di Centocelle. Il 24 settembre, in risposta al razzismo freddo delle istituzioni e all’utopia negativa professata da alcuni partiti come la Lega, si è palesata una società aperta, accogliente, solidale e sempre più meticcia, che troppo spesso rimane invisibile agli occhi dell’informazione ufficiale.

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