Il santo del Primo maggio? Precario

Quest’anno la prima domenica di Pasqua, domenica in albis, cade il Primo maggio, festa del lavoro e dei lavoratori e per il mondo cattolico coincide con la beatificazione di papa Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro appena dopo sei anni dalla sua morte. Nella celebrazione domenicale alle Piagge [quartiere della periferia fiorentina], inviterò la mia gente a fare soprattutto memoria viva delle «morti bianche» del lavoro, scandendo il nome di queste «vittime» e accendendo una luce per ognuna di loro. Inoltre, al nostro calendario dei santi aggiungeremo «san precario», un santo che porta il nome, il volto e la storia di tanti uomini e donne che vivono una drammatica situazione di sfruttamento, provvisorietà, precarietà, vittime di questo mondo del lavoro malato e asservito al mercato.

L’unico santo che varrebbe la pena celebrare in questo giorno nelle nostre comunità sarebbe questo, piuttosto che Karol Wojtila [papa Giovanni Paolo II], anch’egli «usato» per un’operazione di marketing religioso e che, tra l’altro, pur riconoscendogli un amore appassionato per la Chiesa cattolica, ha negli anni del suo pontificato compiuto gesti quanto meno discutibili. Quali? Aver dato la mano e la comunione a dittatori come il cileno Augusto Pinochet, ad esempio, aver «martoriato» e condannato la Teologia della Liberazione, aver eretto la prelatura personale dell’Opus Dei [e aver beatificato il suo fondatore e sostenitore franchista Josè Maria Escrivà], e ancora aver insabbiato le nefandezze e la pedofilia del fondatore e capo indiscusso della Congregazione dei Legionari di Cristo Marcel Maciel, infine aver lasciato solo monsignor Oscar Romero [il vescovo dei poveri in Salvador, per il quale Oscar Romero il prossimo primo maggio in molte città del mondo saranno promosse inziative e momenti di preghiera], venuto a Roma nel 1979 per chiedere aiuto e sostegno, appena un anno prima del suo assassinio.

Come credenti, in questa prima domenica di Pasqua vogliamo credere che Gesù Risorto e Vivo farà ancora visita e sarà ancora una volta portatore di una parola e di una carezza di speranza, a chi sta dalla parte dei «testimoni» credibili e dei «santi» minimi del quotidiano e non nelle feste di canonizzazione dei santi costruiti dal potere.

Alessandro Santoro, prete della comunità di base della Piagge, Firenze
Le Piagge, 29 aprile 2011

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1 commento per “Il santo del Primo maggio? Precario”

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