Terra futura numero otto

È stata presentata giovedì mattina, nella sala azzurra della sede della Federazione nazionale della stampa italiana, a Roma, l’ottava edizione di Terra futura, la mostra-convegno internazionale dedicata alle buone pratiche di vita, di governo e d’impresa verso un futuro equo e sostenibile.

L’edizione numero otto si terrà come sempre a Firenze, dal 20 al 22 maggio, negli splendidi spazi della Fortezza da basso, che per l’occasione saranno attrezzati con diverse aree espositive, dedicate ai temi portanti delle attività di Terra futura: abitare natruale, azioni globali e welfare, bio cibo e cose, comunicare la sostenibilità, eco-idea-mobility, equocommercio, itinerari educativi per la sostenibilità, nuove energie, reti del buon governo, salute e benessere, terra dei piccoli, turismo eco e responsabile, tutela ambientale. Oltre agli spazi più «fieristici», i giorni di Terra futura saranno pieni di eventi culturali, con un calendario fittissimo di convegni, seminari, workshops, ma anche spettacoli, laboratori, rappresentazioni teatrali. Un mix che ripete la formula degli anni passati, sostenuto da un crescente successo sia di partecipazione che di pubblico. Parallelamente, ci saranno alcune iniziative speciali, come la Borsa delle imprese; il premio architettura e sostenibilità, lo spazio Terra futura per la scuola; un premio per le organizzazioni che dimostrano di aver adottato un percorso di responsabilità sociale; incontri di spiritualità interreligiosa sul tema della pace; Terra futura international, per far scoprire ai visitatori il panorama di progetti, reti, eventi, politiche e normative sulla sostenibilità nel mondo e infine Lingua futura, per aprire l’evento ai temi dell’intercultura. Il tutto, va da sé, cercando di ridurre al minimo l’impatto ambientale, non piantando alberi da qualche parte lontano dagli occhi e dalla coscienza, ma applicando in ogni aspetto dell’evento quelle buone pratiche che sono al centro della riflessione: carta certificata Fsc, raccolta differenziata, stoviglie ecocompatibili, ristorazione equosolidale e bio e via dicendo. In modo che la visita stessa possa diventare una piccola esperienza di alternative in azione.

«Siamo molto soddisfatti della crescita di Terra futura in questi otto anni – ha detto durante la conferenza stampa di presentazione Sabina Siniscalchi – E crediamo che questa crescita sia avvenuta perché Terra futura non è solo uno spazio di esposizione fieristico, ma anche un’occasione di confronto e conoscenza reciproca, una piazza concreta dove scambiare esperienze e lavoro». Il tema portante di quest’anno, ha detto ancora Siniscalchi, è quello della cura dei beni comuni. Con due elementi di fondo: l’intreccio tra la crisi finanziaria ed economica e quella ambientale da un lato; la nuova voglia di partecipazione dei cittadini che sta maturando proprio a partire da questi temi, come dimostra, in Italia, il grande entusiasmo raccolto attorno alla mobilitazione per il referendum sull’acqua pubblica.

La questione dei referendum è stata toccata anche dagli altri partecipanti alla conferenza stampa, in particolare da Paolo Beni, presidente dell’Arci, che ha insistito sul fatto che i referendum del 12 e 13 giugno sono importanti per almeno due aspetti: «Il primo è quello del merito, ovvero la richiesta di discutere e decidere su temi vasti ed essenziali come l’acqua e l’energia. Il secondo è quello del metodo: il referendum sull’acqua è stato quello che ha raccolto più firme nella storia della Repubblica – ha detto Beni – e per questo il silenzio che lo circonda, così come l’ostruzionismo che viene da parte di una buona fetta della classe politica diventano ancora più fastidiosi». «La classe dirigente italiana – ha detto ancora Beni – non sembra disposta a quello scarto culturale e politico che serve per introdurre la cultura del limite nell’orizzonte degli strumenti di decisione politica e quindi per affrontare il cambio di paradigma necessario a uscire dalla crisi di modello in cui ci troviamo immersi».

Le sue parole hanno trovato eco negli interventi di don Andrea La Regina, responsabile dei macroprogetti della Caritas Italia, che ha anche ricordato che la partecipazione della Caritas a Terra futura rientra nelle iniziative per celebrare i 40 anni dalla fondazione della Caritas, che con il suo lavoro «continua a porre la questione dei diritti degli ultimi, degli esclusi, dei poveri». Maurizio Gubbiotti, di Legambiente, ha insistito sul legame tra la crisi ambientale e quella economica, ma ha ricordato in particolare la questione energetica: «Da affrontare, ancora di più dopo Fukushima, in relazione alla conferenze internazionali del prossimo futuro, Rio+20 e la Conferenza delle parti dell’accordo quadro Onu sui cambiamenti climatici prevista a Durban, in Sudafrica».

Bruna Massa della Cisl ha spiegato come anche la Cisl sarà presente a Terra futura, in particolare con due iniziative, una congiunta dei bancari e degli edili, sulla legalità e la lotta alle mafie e una assieme alle federazioni dei bancari della Uil e della Cgil sulla responsabilità del sindacato nelle questioni che riguardano la trasparenza della transazioni finanziarie. A completare il quadro delle presentazioni delle principali reti che promuovo Terra futura, l’intervento di Andrea Olivero, presidente delle Acli, che ha messo l’accento sull’importanza del tema della libertà di informazione: «L’Italia di recente è stata retrocessa nella classifica mondiale sulla libertà di informazione e fa parte ormai stabilmente dei paesi considerati parzialmente liberi – ha detto Olivero – Questa situazione ha un impatto diretto sui temi che ci interessano e preoccupano, dalla cura dei beni comuni ai diritti dei migranti, alla tutela del lavoro, alle questioni del welfare. Anche la libertà di informazione – per Olivero – rientra tra quei beni comuni da tutelare».

A Terra futura 2011 sarà dedicato uno speciale di Carta.org on line dal 16 maggio, con articoli, interviste, saggi, segnalazioni.

L’appuntamento dunque è a Firenze, dal 20 al 22 maggio. Il programma è su www.terrafutura.it

 

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