Impronte
Napoli affonda. L'inceneritore di Brescia è un «modello» e Impregilo vola in borsa
La repressione contro i Sem terra nel Rio Grande do Sul
1 maggio 1968 – 1 maggio 2008
Quaranta anni di anarchismo a Milano
Il 1 primo maggio 1968 iniziava la propria attività il Circolo Anarchico
Ponte della Ghisolfa.
Dopo un lungo itinerario/vagabondaggio gli anarchici milanesi si davano
una sede stabile da cui far partire le proprie attività.
Il periodo era propizio: la rivolta di studenti ed operai era in atto e
prometteva bene.
Proprio al Ponte si riuniscono i primi CUB ( Comitati Unitari di Base )
dell’ATM: organismi di lavoratori critici con le burocrazie sindacali.
Il Circolo, con Giuseppe Pinelli come più noto animatore, avrebbe
coniugato la tradizione dell’anarchismo che era passata per la
resistenza al nazifascismo con la ribellione giovanile ed operaia ed i
frutti non mancarono nonostante Piazza Fontana, l’assassinio di
Pinelli, la strategia della tensione.
Quell’impostazione ci sembra tuttora valida; essere presenti nei
movimenti di contestazione per valorizzarne in ogni caso sia possibile
le tendenze libertarie, egualitarie e antiburocratiche.
Ed è così che vogliamo essere presenti e partecipare alla Mayday 2008:
contro un lavoro sempre più simile alla schiavismo che miete ogni giorno
le sue vittime, costringe i migranti ad una vita semiclandestina e
impoverisce ogni giorno che passa tutti noi a vantaggio di quei pochi
che detengono il potere.
Vorremmo migliori condizioni di lavoro e di vita per tutti, con la
consapevolezza che tali conquista saranno consolidate per sempre
soltanto in una diversa organizzazione della società, dove non ci sia
posto per lo sfruttamento e la sopraffazione, il razzismo sia bandito e
la partecipazione di tutti alla gestione della cosa pubblica sia un
fatto reale e non una mera finzione; dove il lavoro sia uno strumento di
progresso e non una forma di oppressione.
Un bel sogno?
Forse, ma preferiamo i sogni all’incubo di tutti i giorni.
Piazza XXIV maggio





