Paura e razzismo
Chiaiano in marcia a Napoli
Vince la Serbia «europea»
Un Muro per non vedere, un Muro da vedere.
Il muro voluto dai governi israeliani impedisce al popolo d’Israele di vedere e, quindi, conoscere la realtà della tragedia palestinese: il muro mediatico impedisce a noi di guardare il Muro.
Una assai triste abitudine, invalsa anche grazie al mondo mediatico, è quella di aprire discussioni, stimolare opinioni, determinare giudizi in assenza dell’oggetto della discussione.
Il Muro israeliano è un esempio eclatante di quanto affermato: “barriera difensiva”, “muro di separazione”, “muro dell’apartheid” e chi più ne ha più ne metta: ma quanti hanno visto il muro? Il suo percorso, l’impatto con le realtà rurali, urbane, sociali, umane? Quanti ne conoscono il progetto e le sue conseguenze sul territorio?
La mostra “Un muro non basta” cerca di mostrare cosa sia il Muro.
Mostrare, descrivere, riferire.
Null’altro.
Permettere discussioni, opinioni, giudizi in presenza dell’oggetto.
Un Muro non basta.
Campagna informativa itinerante sul Muro di separazione in Palestina.
Fotografie, documenti e testimonianze.
Ideato e curato dal VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo.
Siena, Palazzo Pubblico, Magazzini del Sale.
dal 1 al 15 maggio, dalle ore 10,00 alle 17,00
Con l’inaugurazione della Mostra a Siena inizia il mese che Hawiyya-onlus dedica al 60° anno della “Nakba”, la catastrofe palestinese, che vide nascere lo Stato d’Israele sul 78% della Palestina storica, la distruzione di circa 500 villaggi, l’esodo di 800.000 palestinesi.
Palazzo Pubblico, Magazzini del Sale





