Maria e Mara
Diecimila mail per diecimila tonnellate di amianto
La mission impossible di Eulex in Kosovo
Milano. Primo Maggio. Euromayday 2008. Decine di migliaia di uomini e donne, migranti e precari al grido di “No border, No precarity” hanno invaso le strade del capoluogo lombardo. Ancora una volta la Mayday ha dimostrato, contro chi la accusava di essere oramai una parata “stanca” o una semplice messa in scena generazionale, di essere molto più. Non un percorso unico e unitario, ma uno spazio di articolazione e interrogazione delle lotte che si danno dentro e fuori il lavoro, dentro e contro il lavoro. Ma c’è di più. Nella Mayday di quest’anno è stata vinta un’ulteriore scommessa: si è riconosciuto che il lavoro migrante non è solo una faccia della precarietà, ma un nodo politico centrale che parla a tutti della scomposizione del lavoro e delle soggettività che lo attraversano e ne parla in maniera concreta, così come concreti sono stati i corpi dei lavoratori e delle lavoratrici migranti che quest’anno hanno aperto la parata, oltre i simboli e oltre la solidarietà.
Ora è Long-lunga-larga EuroMayDay… Al di là del Primo maggio è il dayafter a porre il problema della definizione di una soggettività che mettendo in crisi i modelli tradizionali di rappresentanza politica e sindacale appare come refrattaria a ogni tentativo di comprensione comune. Questa è la nuova sfida! Che tipo di composizione soggettiva del lavoro si cela dietro il nome precarietà? In quali forme essa si incarna e che tipo di sfruttamento e contemporaneamente di potenziale apertura politica mette in gioco? Che forme di organizzazione del conflitto sono oggi pensabili e praticabili?
Per iniziare questo percorso di approfondimento diamo a tutti appuntamento al primo seminario/discussione long mayday che si terrà a Bologna: Domenica, 6 luglio ore 10:00-17.00, Xm24, via Fioravanti 24 (dietro la stazione, autobus 11)
via Fioravanti 24





