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Editoriale

Maria e Mara

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Potrebbe essere la morte di Maria R. Bottagisio, uccisa a colpi di pistola insieme ai tre figli dal marito [suicida dopo la strage], commercialista della Verona bene, a convincere chi ancora ne avesse bisogno... [continua]
Articolo

Diecimila mail per diecimila tonnellate di amianto

Tonia Limatola [21-11-2008]
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La mission impossible di Eulex in Kosovo

Raffaele Coniglio [21-11-2008]
Il tira e molla diplomatico per il futuro della provincia balcanica non è affatto finito. Tra Pristina, Belgrado, Bruxelles, Washington e il Palazzo di vetro dell'Onu si cerca una via d'uscita all'impasse scattata dopo la dichiarazione d'indipendenza del febbraio scorso. [continua]
7.07.2008 ore 14:00 -
Incontro
Presidio contro l'ordinanza sulle impronte digitali

A Milano lunedì 7 giugno, a partire dalle ore 14.00, si terrà un presidio davanti alla Prefettura di Milano per chiedere la revoca dell’Ordinanza n. 3677, 30 maggio 2008, “Disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare lo stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi nel territorio della regione Lombardia”.
L’ordinanza, come ribadito dal Ministro Maroni, è già in vigore dal 30 maggio e impone al Prefetto Lombardi, Commissario per l’emergenza “nomadi”, di provvedere immediatamente alle seguenti azioni:
- “monitoraggio dei campi autorizzati in cui sono presenti comunità nomadi ed individuazione degli insediamenti abusivi” (articolo 1, comma 2, punto "b");
- “identificazione e censimento delle persone, anche minori di età, e dei nuclei familiari presenti nei luoghi di cui al punto b), attraverso rilievi segnaletici” (articolo 1, comma 2, punto “c).
Tale provvedimento è inutile e discriminatorio. Inutile, perché il Prefetto Lombardi potrebbe acquisire i dati precisi sulle presenze nei cosiddetti "campi nomadi”, direttamente dagli Uffici anagrafici comunali. Discriminatorio perché porterà a fotosegnalare dei bambini in tenera età e non solo per la sola “colpa” di vivere in un “campo nomadi”.
Il Ministro Maroni, alla Camera dei Deputati, ha affermato che il “censimento” sarà effettuato in tutti i “campi nomadi” senza alcuna distinzione, coinvolgendo quindi anche Cittadini italiani. Il rilievo delle impronte digitali di Cittadini italiani incensurati e di minori è anticostituzionale e discriminante.
Ad oggi le impronte digitali possono essere rilevate ad un Cittadino italiano quando è arrestato o accusato di un reato. Inoltre, un Cittadino italiano che richieda la carta d’identità elettronica (solo pochi Comuni lombardi offrono questo servizio) è obbligato al rilievo dell’impronta dell’indice sinistro. Questa misura è prevista anche per i minori con più di quindici anni. E’ da rilevare che non è obbligatorio avere la Carta d’Identità, come documento d’identificazione può valere ad esempio la patente di guida che non prevede il rilievo delle impronte digitali. E comunque molti Comuni oggi non rilasciano la carta d’identità elettronica perché non sono dotati della strumentazione adeguata.
Secondo la normativa in vigore oggi in Italia un Cittadino italiano potrebbe quindi non subire il rilievo delle impronte digitali e se volesse espatriare potrebbe utilizzare il Passaporto. Oggi per il rilascio di questo documento d’identità non vengono rilevate le impronte digitali.
In ultimo, è chiaro a tutti che questo “censimento” è rivolto solo ed esclusivamente a Sinti e a Rom perché nei “campi nomadi” risiedono solo questi Cittadini. Ma in Italia un’appartenente ad una minoranza etnica può essere riconosciuto dallo Stato italiano per la sua appartenenza etnica solo volontariamente, cioè deve essere lo stesso Cittadino che autonomamente e volontariamente dichiara la propria appartenenza per poter godere dei diritti sanciti dalla legge 482/1999.
In ultimo, non ci sarebbe nessun controllo su come questi dati sarebbero utilizzati, tant’è che lo stesso Garante per la privacy ha rilevato che tali modalità potrebbero coinvolgere delicati problemi di discriminazione, che possono toccare anche la dignità delle persone e specialmente dei minori.
Per queste ragioni i Sinti italiani, insieme alle associazioni Sucar Drom e Nevo Drom, presidieranno la Prefettura di Milano per chiedere l’immediata revoca dell’Ordinanza n. 3677. I Sinti lombardi invitano tutti i cittadini, i politici, gli intellettuali, i religiosi e la società civile a partecipare per riaffermare i valori sanciti dalla Costituzione italiana.

quando:
7 Luglio ore 14:00
dove:
Milano
Prefettura Milano - in piazza San Babila
tel.:
email:
web:
http://www.sucardrom.eu
 
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