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Cinquecentoventi settimane
Dopo Francia, Spagna e Germania, sarà l’Italia ad ospitare il IV Incontro delle Reti di agricoltori sulle sementi.
Ad Ascoli Piceno per tre giorni dal 10 al 12 ottobre, agricoltori, tecnici, produttori di sementi, panettieri, pastai, istituzioni locali e consumatori discuteranno di temi sempre più fondamentali per il rafforzarsi di un’agricoltura e alimentazione più giusta e consapevole. Il diritto degli agricoltori di riprodurre e scambiare i semi, il ruolo degli agricoltori nel produrre nuove varietà, le strategie di mercato più adatte alla biodiversità agricola, saranno le questioni di base del confronto tra esperienze e realtà diverse provenienti da Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Inghilterra, Bulgaria, Romania, Austria, Turchia, Georgia e Etiopia.
In un’Europa in cui le legislazioni sementiere nazionali ed europee limitano i diritti degli agricoltori e riducono la biodiversità coltivata, c’è bisogno di costruire nuovi spazi legislativi per le varietà locali e quelle migliorate dagli agricoltori. Arrivare ad un punto comune tra tutte le realtà presenti da presentare alle istituzioni interessate è l’obiettivo dell’incontro. Bisogna ricordare che l’Europa e i vari paesi membri hanno firmato il Trattato FAO sulle Risorse Genetiche Vegetali per l’Agricoltura e l’Alimentazione e, quindi, devono mettere come priorità nelle loro politiche la conservazione e l‘uso sostenibile della biodiversità agricola. Le conclusioni della tre giorni saranno presentate alla prossima riunione dell’organo di governo del Trattato stesso che si terrà a Tunisi dal 1 al 5 giugno 2009.
In Italia la questione delle varietà locali è ben sviluppata a livello locale: alcune Regioni hanno adottato apposite leggi che sostengono la conservazione di sementi autoctone e, dallo scorso novembre, è nata la “Rete Semi Rurali”, composta da 8 organizzazioni (Ari, Aiab, Crocevia, Civiltà contadina, Consorzio della Quarantina, Archeologia arborea, Ctpb e Asci), che rappresentano gli agricoltori biologici, i custodi di semi e quella parte di agricoltura italiana familiare e non certificata. Sarà proprio questa rete, in collaborazione con la Regione, la Provincia e molti altri enti, a organizzare il convegno di Ascoli Piceno con l’obiettivo di condividere con i partecipanti degli altri Paesi la diversità delle esperienze italiane, discutere dei diritti collettivi sulle sementi contadine e riflettere congiuntamente sulle proposte per la valorizzazione dei prodotti basati sulla biodiversità locale e l’individuazione di possibili mercati. Le conclusioni saranno poi esposte alla prossima riunione dell’organo di governo del Trattato FAO sulle Risorse Genetiche Vegetali a cui l’Italia ha aderito.
In un’epoca in cui i cambiamenti climatici e l’aggressività dei mercati internazionali, legati agli interessi dell’agro-industria, minacciano la sovranità alimentare di agricoltori e consumatori, l’evento assume rilevanza in quanto costruirà sistemi alternativi di collaborazione tra agricoltori per mantenere la diversità in campo e permettere così la massima adattabilità tra piante, animali, esseri umani e territori.
Ad organizzare l’evento la Rete Semi Rurali in collaborazione con la Provincia di Ascoli Piceno, la Regione Marche, l’Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche (Assam), l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’agricoltura del Lazio (Arsial), il Centro di Ricerca Agricola-Unità di Ricerca di Orticoltura di Monsampolo del Tronto e il Coordinamento delle Organizzazioni non Governative per la Cooperazione Internazionale allo sviluppo (Cocis) all’interno della Campagna “Senza patente. Diritti di Proprietà Intellettuale e Diritto allo Sviluppo”.
Intervengono, tra gli altri, Massimo Rossi, Guy Kastler, Antonio Onorati, Bob Brac.
“C’è stata una risposta molto positiva a questa ‘chiamata’ alla diffusione dei semi rurali – ha osservato l’assessore all’agricoltura della Provincia di Ascoli Avelio Marini – e siamo certi che la partecipazione del territorio all’evento sarà piena e qualificata”.
Cartiera papale





