Ivan Illich
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La convivialità

Ivan Illich [27-09-2006]

L’analisi dell’apparato educativo di ogni società fondata sull’espansione del modo di produzione industriale mi ha aperto la strada alla scoperta dei limiti non-ecologici di questa espansione. Sono arrivato a convincermi che la sovrapproduzione industriale di un servizio ha, inevitabilmente, effetti secondari non meno catastrofici e distruttivi della sovrapproduzione di un bene di consumo. Bisogna prender coscienza al più presto che i limiti da porre allo sviluppo devono riguardare tanto i…

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Lo sviluppo ovvero la corruzione dell'armonia in valore

Ivan Illich [26-09-2006]

Intervento al Colloque International sur l’aprés-développement. Traduzione di Paolo Coluccia José Bové dice qualcosa di veramente semplice, quasi banale, che mi ha aperto gli occhi: “Ciò che era gratuito diventa a pagamento”. Permettetemi di fare una variazione: ciò che era buono è stato trasformato in valore. Tutto ciò che José Bové dice molto chiaramente è una conseguenza logica, inevitabile, se non si rimette in questione l’idea di valore. Quando ho…

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Prigionieri della libertà

Ivan Illich [26-09-2006]

La storia della velocità è un argomento negletto. Quando il poeta inglese John Milton augurava “God speed thee and thy close!”, “to speed” significava “prosperare” e non “andare veloce”. Oggi siamo imprigionati nell’era della velocità. Il nostro senso comune ci dice che una qualche idea dello “spazio nel tempo” e, più generalmente, del “processo correlato con il tempo” fa parte di tutte le culture. Mi accollo quindi il compito di…

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La disoccupazione utile e i suoi nemici professionali

Ivan Illich [19-08-2005]

Questo saggio sulla sostituzione delle merci ai valori d’uso nella società moderna è stato scritto nel 1977. John Mc-Knight e Lee Hoinacki mi sono stati d’aiuto a chiarirmi le idee. Sono anche debitore verso William Leiss che, in “The Limits to Satisfaction” (Toronto 1976), si è occu-pato della correlazione tra bisogni e merci nell’era moderna. Cinquant’anni fa, quasi tutte le parole che uno udiva era-no rivolte personalmente a lui come…

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