La scommessa della decrescita
Pubblichiamo la trascrizione dell’intervento di Serge Latouche nel seminario sulla decrescita organizzato giovedì 4 ottobre dalla commissione cultura della Camera dei deputati Mi convinco sempre sempre di più che la sinistra abbia sottovalutato la forza del liberismo e la sua forza anche nella sinistra stessa. Soprattutto ha sottovalutato il fatto che il mito della crescita ha un posto centrale sia nel dispositivo del liberalismo che in quello del capitalismo. Su…
Autodistruzione?
Intervista a Serge Latouche di Arturo Zilli Serge Latouche, antropologo dell’economia, osservatore attento dei movimenti sociali in Europa e nel Sud del mondo, filosofo e teorico della decrescita, è stato a Bolzano, invitato dal Centro per la Pace, per presentare il suo libro “La scommessa della decrescita” [Feltrinelli]. Il suo nuovo lavoro demolisce ogni fondamento della crescita economica illimitata, parola d’ordine dei governi di destra e di sinistra, che vi…
Perché "tutto tranne Sarkozy"
L’era consumista cosiddetta dei “gloriosi trenta” ha roso la società come un cancro. La deculturazione e la depoliticizzazione hanno compiuto grandi passi avanti nascosti sotto la maschera dell’abbondanza. Alcuni analizzavano il fenomeno in modo più o meno maldestro come Pasolini, Illich o Debord. La distruzione delle città in tempo di pace, con la “periferizzazione” dei nuovi strati medi o dei migranti [in villette, palazzoni o case popolari], l’ascesa della grande…
I chiodi e il giardiniere
Il progresso non coincide in nessun modo con lo sviluppo, scriveva più di trenta anni fa Pier Paolo Pasolini. Oggi registriamo dati molto chiari: il rapporto Living Planet del 2006 del Wwf ci dice che nel 2050 ci occorreranno due pianeti per procurare le risorse rinnovabili [cibo, legna e acqua]. Il rapporto Stern dice che nel 2050 i cambiamenti climatici avranno effetti catastrofici dal punto di vista ambientale, sociale ed…
Le otto "R"
La crescita oggi è una vicenda che produce redditi solo a condizione di farne ricadere il peso e il costo sulla natura, sulle generazioni future, sulla salute dei consumatori e sulle condizioni di lavoro dei dipendenti del Nord e ancora di più del Sud. È per questo che una rottura è necessaria. Tutti o quasi concordano, nessuno fa nulla. Tutti i regimi moderni sono stati “produttivisti”. Repubbliche, dettature, sistemi totalitari,…
I laboratori del doposviluppo
Se si ha una visione centrata sullo sviluppo, una visione economicistica, cioè se si pensa che lo sviluppo sia universalizzabile e che non ci sia salvezza al di fuori di una crescita economica vigorosa, allora si può avere, sull’economia informale africana, solo un punto di vista negativo, nel migliore dei casi condiscendente. Di fronte all’evidenza dei successi di certi “imprenditori dai piedi scalzi”, si potrà riconoscere con simpatia il successo…
Manifesto del doposviluppo
La corrente di pensiero che si riferisce alla decrescita ha conservato fino a oggi un carattere quasi confidenziale. Nel corso di una storia già lunga ha prodotto, ciò nonostante, una letteratura non disprezzabile che si trova rappresentata in numerosi campi di ricerca e d’azione nel mondo. Nata negli anni sessanta, il decennio dello sviluppo, da una riflessione critica sui presupposti dell’economia e sul fallimento delle politiche di sviluppo, questa corrente…
Un bolide senza freni
In una delle sue più note affermazioni, Woody Allen si chiede “da dove veniamo, dove andiamo, cosa c’è da mangiare stasera”. Per due terzi dell’umanità la risposta alla terza domanda è decisamente la più importante ma nel senso che non sanno se mangeranno o meno. Del resto, da ormai diversi anni viviamo in un sistema economico che vede la crescita solo per la crescita: un sistema cioè che assomiglia molto…
Ecofascismo o Ecodemocrazia?
IL PROGETTO DI COSTRUZIONE di una società autonoma ed economa incontra un largo consenso anche se i suoi fautori si schierano sotto varie bandiere: decrescita, anti-produttivismo, sviluppo riqualificato, o addirittura sviluppo durevole. Ad esempio, lo slogan di antiproduttivismo sviluppato dai Verdi corrisponde esattamente a ciò che gli “obbiettori di crescita”, membri della Rete degli obbiettori di crescita per un post-sviluppo (Rocad), intendono per decrescita (1). Stessa convergenza con la posizione…
Il denaro non ha odore
È NOTA LA FAMOSA replica dell’imperatore Vespasiano al figlio Tito che gli rimproverava di fissare una imposta su quel prodotto impuro e nauseabondo che è l’urina umana, utilizzata a Roma dai conciatori: "Pecunia non olet ", il denaro non puzza. È vero che i miasmi di ammoniaca non si ritrovano più nelle monete sonanti e nei bei denari raccolti dal fisco, così come il sangue degli schiavi non macchiava gli…
Lo sviluppo è passato. Ora liberiamo le menti
LA RETE mette al centro della sua analisi la messa in causa della nozione di sviluppo, che, a dispetto delle evoluzioni formali da esso attraversate, resta il punto di rottura decisivo nel movimento di critica del capitalismo e della globalizzazione. Da un lato ci sono quelli che militano per un problematico “altro” sviluppo [o una non meno problematica “altra” globalizzazione]; dall’altro lato, quelli che, come noi, vogliono uscire dallo sviluppo…
La via africana
_Quella che pubblichiamo in queste pagine è una anticipazione [per gentile concessione dell’editore Bollati Boringhieri] dal nuovo libro di Serge Latouche, in uscita a fine giugno: “La sfida di Minerva. Razionalità occidentale e ragione mediterranea”. In particolare, questo brano è tratto dal capitolo “Atena nera. Le lezioni dell’esperienza africana”. Nel libro, Latouche conduce una critica alla razionalità occidentale, anche nelle sue varianti “altre”, in nome di un ritorno al “ragionevole”,…
La buona notizia di Ivan Illich
In un bel articolo intitolato “Ivan Illich ou la bonne nouvelle”, uscito nel giornale francese “Le monde” del 27/12/2002, Jean-Pierre Dupuy scriveva: "La bonne nouvelle est que ce n’est pas d’abord pour éviter les effets secondaires négatifs d’une chose qui serait bonne en soi qu’il nous faut renoncer à notre mode de vie – comme si nous avions à arbritrer entre le plaisir d’un mets exquis et les risques afférents….
Costruire la decrescita
Non c’è vera contestazione senza il rifiuto dell’imperialismo economico. La rifondazione del sociale e del politico passa per la decrescita. La domanda " Quale sinistra per domani ? " ne trascina con sé un’altra: che cosa significhi essere di sinistra oggi. Non so se i concetti di destra e sinistra abbiano mai avuto contenuti sostanziali o se questi contenuti non siano sempre stati illusioni necessarie per definire una divisione di…
Per una società della decrescita
Parola d’ordine sia dei governi di sinistra che di quelli di destra, obiettivo dichiarato dalla maggior parte dei movimenti altromondisti, la crescita costituisce una trappola? Basata sull’accumulazione di ricchezze, essa è distruttrice della natura e generatrice d’ineguaglianze sociali. “Durevole” o “sostenibile”, rimane una divoratrice del benessere. È dunque alla decrescita che bisogna lavorare: a una società fondata sulla qualità piuttosto che sulla quantità, sulla cooperazione piuttosto che sulla competizione, a…




