Crescono gli orti urbani con la cacca e la pipì
Qual è il fine ultimo dell’essere umano? Filo sofi e teologi hanno prodotto infinite congetture… ma se ci affidiamo alla biologia possiamo avere confortevoli certezze: l’uomo esiste per fare la cacca e la pipì. Questo è il contributo del quale siamo debitori all’ecosistema. Si penserà che l’organizzazione urbana non possa consentire una gestione ecologica degli «scarti» umani, ma non è così. Ogni città ha un asso nella manica nascosto: l’agricoltura…
A caccia nel cassonetto: una miniera per rom e «frugatori»
Avete mai frugato in un cassonetto? È facile: basta tenere aperto il coperchio con un’asticella e poi smuovere i sacchetti con un manico di scopa. Quando si trova qualcosa lo si prende con le mani. Chi fruga sa bene che i cassonetti del tutto privi di oggetti interessanti sono rari. Nei cassonetti c’è anche tanto cibo buono: nelle città ammonta a un terzo del rifiuto organico. Per chi ha fame,…
Cercansi rivenditori per merci preziose
Attrezzi, porte, finestre, mattonelle, wc, lavandini… la cosiddetta «immondizia» è piena di tesori riusabili ma che in Italia non hanno settore dell’usato. Osservando i flussi delle isole ecologiche romane, l’Occhio del Riciclone ha scoperto che il «senza settore» rappresenta ben il 18 per cento di ciò che vi viene buttato. Ma negli Usa esistono centinaia di attività che commercializzano con successo proprio questo genere di beni. I 270 magazzini dell’usato…
La cultura del riuso tra memoria e nuova economia
Il mestiere di commerciante di cose usate è molto antico. Forse uno dei più antichi. Nel ‘500 i rigattieri romani diventano addirittura una corporazione. Carlo Maria Travaglini, ordinario di storia economica all’università Roma 3, racconta che a quell’epoca i rigattieri «compravano i pegni perduti al Monte della Pietà, oppure acquistavano oggetti direttamente dalle persone». Fino all’800 la loro categoria era molto influente. Nel ‘900, invece, il loro peso politico si…
Porta a porta a macchia d'olio nel Lazio
40 PER CENTO ENTRO IL 2007, 50 per cento entro il 2009, 60 per cento entro il 2011. Gli obiettivi minimi di raccolta differenziata fissati dal governo, se rispettati, porteranno vantaggi di ordine finanziario, ambientale e sanitario. Occorre però cambiare abitudini: la raccolta stradale, che non garantisce mai alte percentuali, va sostituita con quella domiciliare. Con quest’ultima si può anche raggiungere l’80 per cento. Grazie al porta a porta spinto…




