La sinistra fa acqua

Caro Pierluigi Sullo, mi chiamo Valentina Miserendino, sono una romana 24enne che ha partecipato al dibattito sulle prospettive dell’informazione a sinistra che ha avuto luogo venerdì 15 settembre alla festa di Liberazione all’Aventino. Scrivo per esprimere brevemente due idee, la prima inerente al tema citato, la seconda è una riflessione più generale.

Bonaccorsi (Left) e Sansonetti (Liberazione) sostengono che è unendo le forze e le redazioni delle testate di sinistra che creeremo il blocco massiccio della “vera” informazione e, in termini meramente economici, avremo più introiti. Io credo che, se questo avvenisse, andremmo incontro ad un appiattimento culturale e perderemmo varietà, quindi ricchezza e possibilità di scelta. Bonaccorsi, in particolare, ha parlato di sindrome del pensiero unico del nascente (?) Partito democratico, non notando la contraddizione secondo me implicita nella proposta di avere un unico giornale per tutte quelle che chiamano comunemente “le diverse anime della sinistra”, affermando in poche parole che mettendoci tutti insieme in un partito si perderebbe qualcosa (se non molto), ma non se il contenitore fosse un giornale. C’è poi da considerare il fatto che Liberazione (così come l’Unità, assente al dibattito) è giornale di partito, dunque nonostante lo spirito critico che Sansonetti dice appartenere alla testata che dirige, immagino che inevitabilmente essa cercherebbe di seguire una certa linea e forse anche di dettarla; in questo senso il Manifesto ha un più ampio margine di libertà essendo “super” o “extra partes” (non considerando quella classica del torto!). Non credo perciò sia questa la strada da intraprendere per arrestare l’emorragia di lettori che l’editoria dell’informazione di sinistra (e non solo) lamenta.

Passo così alla seconda riflessione, suggeritami da Sansonetti: si parlava della necessità e della volontà di capire quale fosse, quale è “l’identità di sinistra” ed il pubblico presente, ringalluzzitosi, sembrava stesse quasi per lanciare slogan tipo:“Vogliamo identità!” oppure:“Più identità per tutti”, come se fosse una cosa a cui correre dietro con il retino per le farfalle fino a riempirne un sacco. Sono rimasta, quindi, amareggiata dalla reazione dei presenti alla tua proposta di parlare dell’acqua, tema saliente e concreto che si presta alla messa in atto delle idee, e ti scrivo anche per esprimerti la mia solidarietà. Ritengo che sia indispensabile la tensione verso l’uguaglianza degli uomini, verso il raggiungimento della libertà e dei diritti, in massimo numero e della qualità migliore, e credo sia necessario, forse oggi con più convinzione, opporsi al vento che soffia uguale in tutto il mondo con la nostra azione, sia essa nel campo dell’acqua, del diritto alla casa o quant’altro.
Fraterni saluti

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