‘Ora pensiamo alla liberazione degli ostaggi, al resto penseremo Dopo…’
Ma cosa significa ‘Dopo’ ?
Una cosa mi appare sicura: che per un po’ di tempo (difficile dire quanto), non ci sarà un ‘dopo’: l’emergenza e l’allarme sono e saranno permanenti. Regola, non eccezione.
Non ci saranno, dopo, momenti tranquilli in cui parlar d’altro (ad esesmpio del ritiro).
’11 settembre: il mondo sempre più insicuro’.
Questo mondo non è più o meno sicuro di qualche tempo fa.
Per certi versi è molto più sicuro che in altri periodi storici.
Ora però è molto più sfiduciato e diffidente (verso le nostre potenzialità di influenza e cambiamento, verso i nostri simili, i nostri governanti, il futuro…)
Questo è decisamente più grave.
‘La guerra crea il terrorismo’, ‘il terrorismo crea la guerra’.
No. Direi : ‘la violenza (non la guerra) crea il terrorismo, e la violenza (non il terrorismo) crea la guerra’.
Guerra e terrorismo sono fattori della violenza, non cause lineari ed indipendenti.
Secondo me, c’è una bella differenza.
‘X condanna il sequestro’, ‘Y condanna il terrorismo’.
Le cose scontate sarebbe bene non dirle più, soprattutto in pubblico e sui mezzi di informazione.
Sulle cose scontate sarebbe bene, per tutti, stare in silenzio.
Parlare di cose non scontate, questo sarebbe importante.
Ma qualcuno le pensa? E qualcuno intervista chi le pensa? E, in fondo, interessano a qualcuno?
‘La fiaccolata chiede la liberazione delle S.: liberatele!’.
Ma a chi si rivolge quest’appello?
Quando comunichiamo vogliamo raggiungere il nostro interlocutore?
Oppure scendiamo in piazza soltanto per noi, per placare le nostre ansie, per sentirci vivi ?
Credo che cortei e richieste di questo tipo possano avere sul nostro interlocutore tre effetti:
- lo lasciano indifferente;
- lo gasano ulteriormente e gli fanno credere di aver ancora più potere, visto quel che son capaci di provocare in noi;
- lo fanno arrabbiare e lo irrigidiscono nelle sue posizioni, se ce ne fosse bisogno.
Hit parade della creatività dimostrata in condizioni di alto stress:
1. Al Qaeda & co. (un po’ ossessivi, ma variati e capaci di un vero lavoro a rete)
2. movimento (ritualistico, conservator-autocompassionevole)
3. centrosinistra (mummificato, nostalgico di unità nazionale)
4. Governo Bush (creatività non pervenuta).
Essere solo più creativi di Fassino e di Bush, non è un gran risultato per una cosa che vuole farsi chiamare ‘movimento’.
Scenario 1 (probabilità alta): il terrore della guerra non prevale sulla guerra del terrore, e viceversa.
Conseguenza: postdemocrazia, con progressivo adattamento al delirio (modello: Israele)
Scenario 2 (probabilità media): una delle due parti vince sull’altra.
Conseguenza: postdemocrazia fondamentalista del dio petrolio (modello: neocons o saudi )
Scenario 3 (probabilità bassa): entrambi perdono e si distruggono a vicenda.
Conseguenza: postdemocrazia dei superstiti (esseri umani (probabilmente pochi) e scarafaggi (probabilmente molti)). (modello: Russia- Cecenia).
Altri possibili scenari:
- il movimento prende (il) potere e cambia il corso degli eventi (ah, ah !!);
- il presidente Bush, rieletto, si converte al fondamentalismo islamico e dichiara la fine delle ostilità (ah, ah, ah !!);
- l’Onu abolisce il potere di veto, si democratizza e decide di svolgere la funzione per cui è nata (ah, ah, ah, ah !!);
- Marcello Pera diventa Capo del Governo d’unità nazionale e indice, insieme al nuovo Papa, Gianni Baget Bozzo, la prima Crociata (nuova serie). C’è poco da ridere..!






