Vicenza ospiterà sul suo territorio per un tempo indeterminato un’altra base militare americana. Ci dicono che deve essere ancora Vicenza a garantire “l’amicizia” tra l’Italia e gli Stati Uniti. Così dopo la Ederle, tra i quartieri della città nascerà un’altra grande base circondata da filo spinato e sorvegliata giorno e notte da soldati armati: il Dal Molin. Una grande base che preparerà le truppe aviotrasportate americane, qui preparate per le azioni militari nel mondo decise non dall’ONU o dalla NATO, ma dal governo americano. Un pezzo di nostro territorio su cui né il Governo, né tanto meno la città avranno giurisdizione. Io non sono un esperto di politica estera, sono solo un cittadino nato e cresciuto a Vicenza che ha un grande amore per la città di cui mi onoro di essere stato sindaco. E oggi mi sento umiliato, calpestato nella mia stessa terra. Umiliato da un Governo che non è stato chiaro nel dire che i patti erano stati firmati e che non vi potevano essere " ragioni politiche, ma solo urbanistiche per dire di no" come ha detto solo ieri sera Prodi. Pensavo di vivere in un Paese libero con piena capacità politica di dire sì o no, anche agli amici, senza vincoli. Apprendo oggi, da un Governo di sinistra, che non è così. Vergogna! Anche dalle pagine di questo giornale si è delineata la tesi che coloro che non erano d’accordo con la nuova base erano anti americani, estremisti o succubi degli estremisti. Ma io e altri avevamo solo sostenuto che era folle, semplicemente folle immaginare di poter costruire una base militare operativa ad un chilometro, chilometro e mezzo in linea d’aria dalla Basilica palladiana, in mezzo ai quartieri dove la gente vive. Folle, non trovo altro termine per descrivere ciò che succederà tra pochi mesi a Vicenza e che non succede da anni in nessuna altra parte del mondo libero, dove le basi militari si allontanano dalle città. Folle pensare di rinunciare ad un’area rimasta, proprio grazie all’aeronautica militare, libera da speculazioni edilizie e ora in grado di offrire una possibilità di realizzare futuro per la città. Vicenza è da anni bloccata, ferma. Le fotografie scattate oggi e dieci anni fa possono coincidere tranne qualche brutta costruzione in periferia. Una città dal grande patrimonio artistico e architettonico che però è del passato, mentre l’oggi è solo modestia, per non dire peggio. Un’Amministrazione comunale che dice di sì alla base trattando in cambio e in gran segreto con gli americani risorse per fare una strada. Svende Vicenza, la sua sicurezza, il suo futuro per una strada… Cosa si poteva fare sul Dal Molin: un parco tecnologico con attività di ricerca, un polo prototipale di produzione di energia da fonti rinnovabili, una città dello sport e dei giovani… Futuro, futuro e invece…. Un’area inquinante, come se non bastassero i veleni che già oggi respiriamo.
Se il governo Prodi ce lo ricorderemo, per questo fatto, come il Governo dell’ignavia, questo Sindaco e questa Amministrazione comunale come coloro che hanno danneggiato Vicenza. L’hanno privata finora anche di un diritto fondamentale : quello di essere sentita. Sì, il referendum, quell’istituto democratico di partecipazione che permette di sentire direttamente il parere dei cittadini su questioni nodali inerenti il loro futuro. I cittadini dal Sindaco e C. sono stati invece impediti di esprimersi su una questione che non era nei patti elettorali di nessuno, ma solo nella mente di chi pensa di poter fare, costruendo migliaia di metri cubi di cemento, buoni affari. Non si nasconda, come i pavidi, il sindaco dietro al fatto che si devono esprimere gli esperti, che per la maggior parte sono di espressione della maggioranza che governa Vicenza, ci risparmi per piacere la favola che lui l’aveva proposto per primo il referendum. Sappiamo leggere e scrivere, lasci perdere sindaco. Il massimo per lei è pensare di inaugurare un teatro, quando nel teatro della vita cittadina lei propone di trasformare la città in un nome che sarà conosciuto per essere la base americana più importante d’Europa. Per questo e solo per questo lei sarà ricordato. Da questa faccenda mi sento di rispettare solo i lavoratori della Ederle minacciati di perdere il posto. Ammesso che ciò sarebbe avvenuto, sappiano comunque che non sarebbero stati soli….
La città si è indignata ieri sera e questa mattina si risveglia diversa. Sono convinto che questa faccenda non finisce qua.






