Nelson, 12 anni, sogna un pallone equo

Una trilogia a fumetti

Lo confesso subito: io resto ottimista, nonostante tutto. Insomma sono uno sciocco, proprio come Davide che addirittura è Sciocco di cognome ed è dunque il direttore ideale per una rivista [«Im-Italia missionaria»] che ha entusiasticamente accolto l’idea di pubblicare una trilogia a fumetti per denunciare lo sfruttamento del lavoro minorile.

La proposta è arrivata a «Im» da Assobotteghe [0522 924279, segreteria@assobdm.it, http://www.assobdm.it/varie/immagini/pallonasialoca.jpg] ovvero l’associazione Botteghe del mondo dove – spiega Donata Frigerio – «si inventano modi per far conoscere alle persone, ai consum-attori, le novità del commercio equo e solidale». Se leggendo consum-attori avete pensato a un refuso vuol dire che frequentate poco questo sito e ancor meno le bdm [botteghe del mondo]… poco male: oggi è un giorno buono per cominciare. Questa volta i bottegai italiani del commercio equo e solidale sono impegnati in una campagna europea per i diritti dei bambini lavoratori che coinvolge la rete News [Network of European World Shops]. Insomma, come si dice in gergo giornalistico, la notizia c’è … Perciò molti sciocchi hanno sperato che l’uscita a novembre di «CioccolAfrica», primo episodio della trilogia, avrebbe avuto eco sui media; ma i giornalisti erano occupati altrove. Forse è una sciocchezza pensare che sia un’occasione o un segno del destino l’uscita di questo secondo episodio – «La notte di san Nessuno-PallonAsia» – proprio nei giorni del dopo-Catania. Siamo nel mezzo di un’orgia di retorica, falsi stupori, reticenze e banalità sul complesso dell’economia criminale che circonda il calcio [nel quale i tifosi «armati» sono effetto e non causa]. E’ troppo chiedersi se ci sarà chi, anche nei media – in perenne caduta dalle nuvole – coglierà l’occasione di questo fumetto per informare e ragionare sul selvaggio sfruttamento di minori nel cucire i palloni, insomma su una delle violenze originarie del giocattolo dorato? Si vedrà: intanto sciocchi di tutto il mondo unitevi… e passate parola soprattutto fra i coetanei di quei piccoli schiavi e fra i genitori che ignorano di quanto sangue grondi quell’innocuo pallone che regalano ai loro cuccioli.

Per trovare «La notte di san Nessuno» [64 pagine, 5 euri] bisogna recarsi in una bottega del commercio equo, il luogo giusto per iniziare a ragionare sulle alternative ai palloni iniqui: perché la denuncia dovrebbe sempre essere accompagnata anche da una proposta, dalla ricerca di alternative praticabili. Intanto, senza togliervi il piacere di scoprire da soli la trama, ecco un riassunto dell’episodio precedente. Protagonista è Nelson, 12 anni, «bella vita e bella casa». Ma un sogno lo porta in Africa alla ricerca del suo cacao perduto. Conosce Bakoo, griot [cantastorie e guida] che lo accompagnerà «fra mille insidie e pericoli… alla liberazione di alcuni bambini della Costa d’Avorio», cioè del Paese che resta il maggior produttore al mondo di cacao. Al termine della prima avventura il nostro Nelson riceverà i complimenti di un omonimo che di cognome fa Mandela.

«Ma io ho sonno» si lamenta Nelson all’inizio di questa seconda avventura quando nel suo sogno irrompe di nuovo Bakoo in compagnia di Palomo, un curandero [cioè un medico tradizionale] dell’Amazzonia, e di Chandra che è il nome indiano della Luna. Il resto leggetevelo. Fra tsunami e Sandokan, palloni-mondo e schede, Ganesh [il dio-elefante] e Valentino Rossi, Iqbal Masih e Gino Strada… perfino «Torto Palese», con aria torva e cappello da capitan Indus, insomma un Corto Maltese che ha sbagliato fumetto. Disegni e testi che disegni sono di Fogliazza, cioè Gianluca Foglia: di grande qualità la storia come i segni. Non è scontato perché essere impegnati in una nobile causa non garantisce automaticamente la correttezza e l’efficacia del messaggio. In questo caso Nelson piacerà di sicuro anche ai bambini. Perciò, finito di leggere, portate «La notte di san Nessuno» in scuole, biblioteche e magari alla squadretta di calcio del vostro quartiere.

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