dal Corriere della sera, gennaio 2007
Vicenza- Scrisse un giorno Indro Montanelli che Giovanni Giolitti governò l’Italia senza scendere mai “più a sud di Napoli”. Romano Prodi ha pensato di poter decidere benissimo sulla base Usa a Vicenza senza salire a Vicenza. Risultato: più ancora che con Bush e gli americani, la sinistra berica pareva ieri furibonda con lui ed il suo governo. Dimissioni di massa, accuse, slogan, fischi, insulti.
E risatine a destra, dove si fregano le mani in vista delle prossime “provinciali”: Washington contenta e Unione in pezzi. Meglio di così…
Bisognava esserci, alla manifestazione degli studenti di ieri mattina, per capire. Niente finti Kamikaze coi finti candelotti alla cintura e niente caricature dell’odiato George W. coi baffetti hitleriani e niente striscioni inneggianti ai terroristi iracheni e niente bandiere americane bruciate e niente urla belluine su “dieci, cento, mille Nassiriya” e insomma niente di tutto quell’armamentario ideologico che tira addosso a certi le scandalizzate censure della destra e le imbarazzate critiche dlla sinistra non alternativa. Due–ragazzi–due avvolti nella bandiera di Rifondazione. Un pò di musica assordante. Qualche spintone. Un pò di pomodori contro i portoni del Comune e della Prefettura. Fine.
A farla corta: era nettissima la sensazione che tutti fossero fermamente decisi a stare alla larga dai due “nemici” principali. I professionisti dell’"anti-americanismo" di qua, i professionisti dell’"anti-anti-americanismo" di là. Al punto che, scartate le antiche invettive " Bush boia" o " Yankee go home", la rabbia era quasi a senso unico. Contro il “tradimento” del governo di sinistra: “Vergogna” Rabbia di piazza, rabbia istituzionale.
Ed ecco la diessina Lalla Trupia, che già aveva firmato il documento durissimo dei parlamentari unionisti vicentini che accusava i ministri d’aver nascosto " la verità quando sostenevano che non c’erano impegni", annunciare l’auto- sospensione del partito. Ecco l’ex sindaco Achille Variati, un moderato, scrivere sul Giornale di Vicenza contro non solo il sindaco forzista ma " questo governo dell’ignavia": Mi sento umiliato, calpestato nella mia stessa terra".
Ecco l’intera direzione provinciale della Margherita rimettere il mandato accusando Prodi per “i modi e la sostanza” della sua decisione presa “in palese contrasto con le precedenti e ripetute affermazioni del governo”: " Ci sentiamo presi in giro".
E si passano l’un l’altro la lettera di Arturo Parisi a luglio: " con la controparte Usa non sono stati sottoscritti impegni di alcun genere". Di più: " si farà la concertazione con tutti gli enti".
E mentre i primi iscritti diessini già stracciano le tessere e fermano i giornalisti per sibilare che “vengano da Roma, adesso, a fare la campagna per le provinciali”, il consigliere comunale Giovanni Rolando si sfoga: “L’avevo sentito io, Piero Fassino, chiudere l’ultimo Porta a porta dicendo che nula era deciso e che il referendum era indispensabile. Era l’una e 18 minuti. Non sapeva che quel giorno stesso Prodi avrebbe detto che la decisione era stata prese ede era definititva?”. E mostra il comunicato della Quercia vicentina.: " Rabbia e delusione…“Ed ecco il professor Emilio Franzina, celebre storico dell’emigrazione eletto (indipendente) nelle file dei bertinottiani, dare le dimissioni come capogruppo di Rifondazione per passare al gruppo misto: " Le recenti, vergognose e ben note deliberazioni unilateralmente prese dal capo del governo Prodi…” E spiega che no, non può più stare con un governo così: “Sta operando non per il bene, ma per il male della mia città”. Ma pensano che i vicentini siano così citrulli " da credere davvero che gli americani non useranno l’aeroporto ma per decollare e atterrare andranno ad Aviano, facendosi 157 chilometri e facendo la coda sulla tangenziale di Mestre?“Il punto è che Vicenza, come spiega un vicentino moderato quale Sergio Romano, paga la "preoccupazione di un governo di centrosinistra di non apparire ostile agli Usa”. Paga le sviolinate a Hugo Chavez, le ambiguità sui kamikaze palestinesi, gli ammiccamenti a Fidel…Col risultato che non solo Berlusconi e Martino e Fini non sono mai venuti a vedere " che cosa" è l’area dell’ex aeroporto Dal Molinma anche Prodi e D’Alema e Parisi hanno ragioanto e trattato solo sulla carta. Senza capire che contro la nuova base “lì”, come spiegava ieri Ilvo Diamanti, c’era non solo la maggioranza dei vicentini, stando ai sondaggi, ma un mucchio di moderati che non hanno niente a che fare coi no global. gente che vedeva quel’area ora destinata a essere recintata e inviolabile come Guantanamoe coperta da 700mila metri cubi di cemento ( come un cubo largo venti metri e alto dieci lungo tre chilometri e mezzo), ma “dalle forme palladiane” ( sic), come l’ultimo polmone del capoluogo d’una provincia in cui l’uomo ha sfruttato 8 mila ettari dall’età della pietra al 1951 e 20 mila nell’ultimo mezzo secolo e dove, stando ai parametri dell’"impronta ecologica", ogni abitante “consuma” oggi per 39000 metri quadri avendone 3370: oltre undici volte di meno.
Per non dire delle previsioni abnormi sui consumi della nuova base in acqua ( come 30mila vicentini), in gasolio ( che inquina molto di più ma agli americani costa poco), in energia elettrica…Tutte cose che si sarebbero potute vedere, senza le maschere dell’"anti-americanismo" e dell’"anti-anti-americanismo".
Bastava venire a Vicenza.
Ricordate quando Pietro Lunardi disse che la decisione sulla Tav era presa, punto e fine, quindi ormai era “solo questione di ordine pubblico”? Fu una rivolta. Censurato il decisionismo. berlusconiano, il futuro ministro degli Esteri D’Alemainvitò a imitare la Francia dove “da tempo si sta spiegando ai cittadini cosa si ha intenzione di fare”. “Il problema è come riattivare i circuiti affinchè la politica discuta con la gente e ne cerchi il consenso”, rincarò Fassino. Ma il più fermo fu proprio Prodi, nel dibattito tivù contro il Cavaliere: “Questi problemi si risolvono solo con un accordo serio con le comunità in cui si fanno i grandi lavori pubblici”. valeva per la destra. S’intende. Solo per la destra.






