Badanti, colf e Cpt

Ricordo di aver intervistato per il manifesto, anni fa, Livia Turco, ministra della solidarietà sociale nel primo governo Prodi, che si apprestava, insieme al suo collega degli interni Giorgio Napolitano, a presentare la nuova legge sull’immigrazione, che poi fu approvata con il voto del centrosinistra e con quello di Rifondazione comunista, allora sostenitrice esterna del governo. Nel progetto si prevedeva la creazione di «centri di permanenza temporanea».

Alla mia domanda se non si corresse il pericolo di creare sub-carceri su base etnica, Turco rispose che la legge era sì severa, ma dall’altra parte apriva la strada alla cittadinanza piena per i migranti. Questo episodio mi è tornato in mente leggendo i resoconti sulla nuova legge che il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, e quello degli interni, Giuliano Amato, hanno annunciato. Intanto perché la politica dei due tempi sembra tale e quale: adesso la legge sulla disciplina degli ingressi, sulla repressione dei «clandestini», ecc. Poi la legge sulla cittadinanza, che pure parrebbe più generosa, tanto che i giornali di destra già fanno il conto di quanti voti andrebbero al centrosinistra [c’è chi vive in un mondo molto piccino, come sappiamo].

Ma anche il «πrimo tempo» sembra più morbido di quello di Turco e Napolitano. Chi vuole entrare in Italia per cercare lavoro potrà farlo, per alcune categorie di lavoratori [«badanti» e colf] si sceglie la manica larga, ecc. Sembra una legge razionale, che non cerca come la Bossi-Fini di impedire ad ogni costo [compresi gli annegamenti nel Mare di Sicilia], a lavoratori desiderosi di trovare un impiego, di incontrare imprenditori desiderosi di trovare lavoratori. E potremo stare più tranquilli, nelle nostre vite faticose che richiedono supporti domestici, chi ti va a fare la spesa e chi bada – appunto – alla tua mamma novantenne. Non fosse che i migranti non sono solo variabili del mercato del lavoro, ma esseri umani complicati, proprio come «noi», dotati di religioni e culture, famiglie e bisogni sociali, inclinazioni artistiche e perfino opinioni politiche, ecc. Il nostro amico Ferrero è uno di quelli convinti che il passaporto per la cittadinanza, e in generale per la piena partecipazione alla società, lo si ottiene solo con il lavoro.

E’ per questo che in molto Nord Italia i migranti scompaiono la mattina dentro le fabbriche e scompaiono la sera dentro case ignobili e costosissime, ma se passeggiano o pretendono di avere loro luoghi di culto, allora diventano fastidiosi. Non attribuisco ovviamente questo atteggiamento a Ferrero [caso mai ad Amato, che ha proposto test antidoping per gli studenti dopo le interrogazioni, esponendosi alla ovvia risposta: perché non fare test ai ministri dopo discorsi alla camera come il suo, quando stabilì un nesso tra i cittadini di Vicenza e i «nuovi brigatisti»?]. Ma ho l’impressione, per quel che vale, che si continui a prendere la faccenda dal lato sbagliato, perché conoscersi, vivere insieme, aiuta di più la convivenza, sempre più inevitabile, che ospitare salariati subordinati. Per fortuna, questo incontro sta avvenendo a prescindere da leggi e governi.

E poi c’è la questione dei Cpt. Alcuni dei quali saranno chiusi, si dice [ma i Cpt, i centri di accoglienza o i centri di identificazione, che ormai sono tutti la stessa cosa?], soprattutto perché si cerca di svuotarli, distinguendo una categoria di «clandestino» da un’altra. Riconoscere l’orrore giuridico contagioso che queste galere rappresentano, questo mai. Ferrero dirà: è il meglio che si poteva ottenere. Non è detto che sia anche il giusto.

Partire dai migranti – Paolo Ferrero
Mail_long
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abdul abiti puliti aborigeni acqua Afganistan Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids alitalia altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina Americhe 2004 animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Bamako banca Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni Bergamo bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein bollywood Bologna borse Brasile brimania Britel Bulgaria bussolengo Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas Caracas 24/29 gennaio carbone carcere carovita Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia comboniani commercio commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione Congo conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi crisi alimentare crisi finanziaria critical mass Cuba curdi dal molin De Gennaro Deavos