Ieri a Bruxelles i sindaci della Val di Susa Antonio Ferrentino e Amalia Neirotti in un incontro con il coordinatore europeo del Corridoio 5, Jan Brinkhost, sono stati chiari: se l’Europa stanzierà i finanziamenti per il tunnel dell’alta velocità, l’Osservatorio sulla Torino Lione non avrà più senso. «Finanziare il tunnel di base vorrebbe dire che quanto si sta dicendo nell’Osservatorio non vale nulla. Allora che ci stiamo a fare?», ha detto Ferrentino. I sindaci hanno sottolineato il fatto che potrebbe esserci una possibilità, alquanto concreta, che i comuni escano dall’Osservatorio tecnico, presieduto da Mario Virano, soprattutto dopo le autorevoli indiscrezioni del sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Il quale ieri aveva decretato: «La Tav mi pare incardinata. Da indiscrezioni che mi arrivano da fonti molto attendibili di addetti ai lavori mi risulta che l’Unione europea ha selezionato la domanda presentata dal governo italiano e dunque è pronta a dare il via libera al finanziamento richiesto da Roma». Secondo il sindaco di Torino, l’ufficializzazione del finanziamento arriverebbe entro la metà del mese di ottobre. Notizia poi confermata anche da Prodi: «Il finanziamento c’è, e me l’hanno confermato stamattina».
Chiamparino e Prodi si sono presi oggi una secca smentita di Michele Cercone, portavoce del Commissario ai trasporti Jacques Barrot: «Nessuna decisione è stata presa sul fronte del finanziamento comunitario della Torino-Lione, che è ancora all’esame dei nostri esperti, i risultati saranno resi noti tra la metà e la fine di novembre». Cercone aggiunge: «La nostra posizione non cambia, che sia il presidente del consiglio o il sindaco di Torino a esprimersi, non fa differenza».
Dopo le 32 mila firme consegnate dai No Tav nei giorni scorsi al Parlamento europeo appare chiaro in ogni caso che non c’è la benché minima traccia di una «condivisione dei territori».






