«Quanti si aspettano che la conferenza del mese prossimo discuterà soltanto della situazione dell’Autorita’ nazionale palestinese rimarra’ deluso». Con queste parole il vice primo ministro israeliano Haim Ramon ha detto oggi ai media israeliani che il governo di Tel Aviv potrebbe essere pronto a discutere anche dello status di Gerusalemme, un argomento finora tabù in qualsiasi colloquio tra israeliani e palestinesi. Non è la prima volta che Ramon allude alla possibilità di un riconoscimento di qualche forma di sovranità palestinese «sui quartieri arabi di Gerusalemme», ma finora le sue allusioni non si sono trasformate in proposte concrete. Le cose potrebbero cambiare, stando a quanto Ramon ha dichiarato oggi alla stampa israeliana, nel corso della conferenza di pace sponsorizzata dalla Casa bianca per il prossimo mese di novembre.
Gerusalemme est, originariamente attribuita allo stato palestinese, è stata occupata da Israele nel 1967 e dichiarata capitale «eterna e indivisibile» dello stato ebraico. Ci vivono ancora 240 mila palestinesi, circondati dagli insediamenti illegali costruiti dopo l’occupazione. Ramon ha comunque escluso che tutta Gerusalemme est possa tornare ai palestinesi.






