I comandanti del contingente dell’Unione africana in Darfur non hanno dubbi: «La città di Muhajirya è stata bombardata e l’unica aviazione militare è quella del governo sudanese», ha detto martedì alle agenzie di stampa il generale Matin Luther Agwai. Almeno 24 persone sono rimaste ferite nel raid aereo sulla città del Darfur, controllata dal Sudan liberation army [Sla]. Il Sla è l’unica formazione ribelle ad aver accettato il defunto accordo di pace, firmato ad Abuja, in Nigeria, lo scorso anno con il governo di Khartoum. Nella capitale sudanese, Agwai sottolinea che l’attacco su Muhajirya arriva solo dieci giorni dopo l’incursione contro una base del contingente africano, costata la vita a dieci soldati. Due pessimi segnali in vista dei negoziati che dovrebbero riaprirsi il 27 ottobre, in Libia.
Ad alimentare una crisi sempre sul punto di tracimare in conflitto regionale, il presidente senegalese Abdoulaye Wade, ha minacciato di ritirare i soldati senegalesi se il contingente internazionale non sarà messo nelle condizioni di operare con sicurezza.






