Sicurezza, il governo ascolti le associazioni

Il ministro degli Interni, Giuliano Amato, venerdì 12 ottobre in una breve relazione al Consiglio dei ministri, ha detto che il «pacchetto sicurezza», in discussione il 23 ottobre, sarà affiancato da altri tre disegni di legge per dare il via a un «intervento organico di forte impatto per contrastare fenomeni criminali e degrado sociale e urbano».
Intanto, una decina di associazioni nazionali e locali [Antigone, Arci, Cantieri sociali, Gruppo Abele e altre] hanno inviato una lettera ai ministri competenti sulla vicenda «pacchetto sicurezza», chiedendo di essere ascoltati. Fin’ora non hanno avuto risposte, ma si dicono molto preoccupate per la bozza del disegno di legge sicurezza resa pubblica, «che va in direzione completamente contraria a quelle che sono le nostre idee in materia».
Le associazioni hanno reso noto, a loro volta, il testo completo della lettera. «Il tema della sicurezza nelle città – scrivono le associazioni – è assurto alla ribalta del dibattito pubblico e politico e il governo si appresta a varare il cosiddetto ‘pacchetto sicurezza’. Riteniamo che, volendo intendere il concetto di sicurezza come un processo di costruzione sociale tra le diverse competenze e attori che vivono le città e vi operano e i diversi livelli delle competenze istituzionali sul piano locale e centrale, sia fondamentale che il confronto del Governo avvenga anche con le Organizzazioni non profit». E ancora: «Abbiamo maturato in questi anni un bagaglio di esperienze ‘sporcandoci le mani’, occupandoci di migranti, italiani, donne, uomini, minori, transgender che vivono una condizione di marginalità… per questo proponiamo che nei territori vengano attivati Tavoli di Concertazione per la costruzione della sicurezza sociale in forma partecipata e concordata».

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