Il decreto di proroga degli sfratti è scaduto domenica 14: da oggi migliaia di famiglie in tutta Italia rischiano di finire in strada. Dopo lo «scandalo» delle requisizione di case in tre Municipi romani, su cui la magistratura ha aperto un’inchiesta [«abuso d’ufficio» il reato ipotizzato], si moltiplicano gli appelli al governo per rinnovare la proroga. Dopo il sindaco di Roma, è toccato al nuovo prefetto della capitale, Carlo Mosca, sollecitare la proroga. «In una lettera ufficiale – ha detto Mosca – ho chiesto al presidente del consiglio Romano Prodi di mettere in atto tutte le iniziative di sua competenza per evitare l’esecuzione degli sfratti».
Due giorni fa, un appello era stato promosso congiuntamente dagli assessori alle politiche abitative di nove città italiane: Roma, Milano, Napoli, Torino, Venezia, Firenze, Bari, Messina e Pisa. «C’è un solo modo–si legge nella lettera–per evitare che la requisizione diventi l’unico strumento d’intervento per impedire che famiglie in particolari condizioni di disagio: decidere una proroga tecnica finalizzata alla consegna di alloggi in affitto alternativi». «Il piano casa nazionale stenta a decollare–conclude l’appello–I nostri comuni si sono impegnati ad acquistare immobili dagli enti, utilizzare i beni militari, mettere in pratica programmi di recupero urbano: fatti concreti in mezzo a tante chiacchiere».
Nel frattempo, continuano le mobilitazioni dei movimenti per il diritto all’abitare: a Cosenza, ieri mattina, numerose famiglie senza casa hanno occupato un edificio dell’Aterp nel centro storico della città; a Roma, sabato scorso, nella zona di Val Melaina, precari e attivisti del centro sociale Horus occupato hanno «requisito dal basso» un appartamento dell’Inps vuoto da dieci anni.






