Dopo troppe promesse non mantenute dai partiti politici dominati da uomini, cento donne indiane hanno deciso di fondare una rappresentanza politica esclusivamente femminile. Lo «United Women Front» [Fronte unito delle donne], è guidato da Suman Krishan Kant, una delle principali attiviste indiane per i diritti delle donne e vedova dell’ex-vicepresidente Krishan Kant. Anche il comitato direttivo della nuova formazione politica è composto da note intellettuali e attiviste, con un cospicuo bagaglio di lotte per l’emancipazione femminile.
Il «Fronte» intende mettere al centro della sua attività politica la lotta alla povertà, alla violenza domestica, alle molestie sessuali e contro l’aborto selettivo dei feti femminili, l’abolizione della pratica sociale della dote matrimoniale [che condiziona il destino di molte donne]: in breve tutte quelle tematiche messe in cima nei programmi in tempo di elezioni dai partiti tradizionali e poi retrocessi in tempi di normale gestione politica. Non punterà invece alle «quote rosa» in parlamento, ha detto la presidente Khan riferendosi ad un progetto di legge per destinare il 33 per cento dei seggi a donne, preferendo la libera scelta delle urne ai posti riservati anche se appena l’8 per cento dei parlamentari indiani è oggi di sesso femminile. Ma soprattutto, ha sottolineato Khan, il nuovo partito vuole distinguersi dallo stile delle altre formazioni politiche rifiutando la corruzione e non ricorrendo alle pratiche di compravendita del voto. Il «Fronte» parteciperà alle prossime elezioni amministrative tra novembre e dicembre in Gujarat e in Himachal Pradesh, per poi presentarsi in altri stati.
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