Dopo il successo dello sciopero unitario di giovedì 18 ottobre in Francia contro la riforma dei regimi speciali delle pensioni, i trasporti sono ancora oggi a singhiozzo. I due sindacati che avevano scelto di portare avanti il movimento [Fo e Sud] hanno però annunciato un progressivo ritorno al lavoro, mentre la Cgt [sindacato confederale maggioritario] aveva dall’inizio optato per una sola giornata di sciopero, da ripetere a metà novembre se i negoziati non otterranno nulla di soddisfacente e se sarà mantenuta l’unità sindacale. Dal canto suo la Cfdt, dopo aver partecipato alla mobilitazione del 18, non ha fatto mistero dell’intenzione di sedersi al tavolo dei negoziati con il governo e non si oppone al prolungamento della durata delle annualità di contributi per ottenere la pensione.
La base sembra invece propensa a ripetere uno movimento duro come quello del 1995, quando tre settimane di paralisi del paese avevano costretto il governo di Alain Juppé a far retromarcia proprio sulla riforma dei regimi speciali delle pensioni. Molto dipenderà dall’esito dell’incontro, questo pomeriggio, tra le federazioni di ferrovieri: saranno loro a indicare come proseguirà la lotta. Mercoledì i sindacati saranno dal ministro dei trasporti Xavier Bertrand per capire se il governo intende ascoltare le proteste. Le dichiarazioni ufficiali sembrano indicare il contrario.






