Appello delle Ong per il Myanmar

«In Myanmar c’è una grave emergenza umanitaria paragonabile a quella vissuta da alcune aree dell’Africa Subsahariana a causa della mancanza di servizi, povertà, arretratezza economico-culturale, disinformazione. Problemi che affliggono la popolazione birmana che purtroppo non appaiono mai sulle prime pagine dei quotidiani, affollate esclusivamente dagli aspetti politici della crisi birmana, la quale prima che politica è soprattutto un’emergenza umanitaria di enormi dimensioni», dichiara Giangi Milesi, presidente di Cesvi.
«Ogni anno oltre 130 mila bambini muoiono prima di compiere i 5 anni in Myanmar; oltre un terzo dei bambini sono malnutriti e nella Dry Zone, dove Terre des hommes Italia opera, questa percentuale tocca il 50 per cento. A dispetto di questa tragedia gli aiuti della comunità internazionale raggiungono a malapena i 2 dollari per persona a fronte delle migliaia di dollari pro capite dispensati per l’emergenza tsunami», sottolinea Donatella Vergari, Segretario Generale di Terre des hommes Italia.
Terre des hommes e il Cesvi hanno firmato insieme ad altre 11 Ong un appello alla comunità internazionale per dare un impulso alla cooperazione. Lo pubblichiamo qui: «Le organizzazioni umanitarie che operano in Myanmar esprimono il loro rammarico e preoccupazione per i recenti avvenimenti che hanno interessato questo Paese. Come organizzazioni umanitarie sentiamo il dovere di porre l’attenzione sul deterioramento della situazione umanitaria in Myanmar, che riteniamo abbia contribuito al verificarsi di questi avvenimenti. Esortiamo tutte le parti in causa ad aumentare i loro sforzi per contrastare le cause che hanno condotto alla situazione attuale. L’aumento del prezzo dei carburanti, che ha innescato l’ondata di proteste, ha ulteriormente aggravato le già difficili condizioni di vita di gran parte della popolazione civile. Le attuali politiche sociali ed economiche hanno spinto un sempre maggior numero di persone al di sotto dei livelli di sussistenza, minando e indebolendo anche i tradizionali meccanismi di sopravvivenza delle comunità locali. Ciò è aggravato dalla mancanza di investimenti di entità tale da poter efficacemente rispondere ai bisogni primari della popolazione. L’insufficiente spesa pubblica stanziata per sanità ed educazione lascia ampie fasce della popolazione senza alcun accesso ai servizi primari in molte parti del Paese. In assenza di adeguati servizi pubblici, gruppi della società civile hanno cercato alternative per soddisfare i propri bisogni ma sono frenati da difficoltà formali che limitano la loro capacità di operare. Nonostante gli sforzi delle organizzazioni umanitarie internazionali per prestare assistenza, il livello di supporto è ancora del tutto insufficiente, i programmi umanitari sono troppo vincolati e spesso la stessa possibilità di operare viene messa a rischio. Anche se le organizzazioni umanitarie internazionali hanno potuto sviluppare ed espandere le loro azioni, vengono poste delle restrizioni di tipo geografico e settoriale alle loro operazioni. Riteniamo che tutti questi fattori abbiano contribuito all’attuale crisi umanitaria. E’ pertanto essenziale consolidare e sostenere i programmi in corso, come pure valutare ed individuare nuovi modi per ampliare la collaborazione e per meglio servire la popolazione in Myanmar. Chiediamo quindi Il rafforzamento delle politiche pubbliche per ottimizzare la risposta alle esigenze umanitarie della popolazione più vulnerabile, in particolare aumentando la spesa pubblica per la sanità, l’istruzione ed il sostentamento delle fasce deboli; Il miglioramento del contesto entro cui le organizzazioni umanitarie locali ed internazionali operano;
L’aumento significativo degli aiuti umanitari internazionali per affrontare in modo diretto i bisogni dei più poveri».

Organizzazioni firmatarie: Action Contre la Faim, Aide Medicale Internationale, Asian Harm Reduction Network, Cesvi, Deutsche Welthungerhilfe/German Agro Action, Enfants du Monde Droits de l’Hommes, International HIV/AIDS Alliance, Malteser International, Medecins du Monde, Norwegian People’s Aid, Population Services International, Save the Children, Terre des hommes Italia.

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