Le manifestazioni a Myanmar potrebbero ricomminciare alla fine del mese di ottobre. A dare questa notizia è The Irrawady, sito web basato in Tailandia e realizzato da opponenti della giunta militare birmana, che ha incontrato uno degli uomini più ricercati dal regime birmano, U Obhasa, monaco. Nonostante la morte di almeno cento monaci e l’arresto di altri 1200 nella repressione del movimento di settembre Obhasa afferma che «il nostro popolo vive nella povertà. Come i monaci potrebbero tacere di fronte a questa relatà? Si trovano in una situazione terribile. Ma continuiamo a lottare per il dhamma [la giustizia]. Riprenderemo presto le nostre attività, forse alla fine di ottobre? Il dhamma vincerà sull’ah-dhamma [l’ingiustizia]». Intanto il regime continua la sua operazione mediatica: militari altolocati si espongono mentre fanno offerte ai monaci e la giunta ha autorizato, dopo 4 anni di richiesta, la visita di Paolo Sergio Pinheiro, esperto di diritti umani delle Nazioni Unite, che dovrebbe svolgersi a metà novembre. Da New York Pinheiro ha definito l’invito «un segno importante che mostra quanto il governo voglia dare avvio a un dialogo costruttivo con le Nazioni unite e il Consiglio per i diritti umani». L’altro rappresentante delle Nazioni Unite, Ibrahim Gambari, si trova in India, in attesa di sapere se potrà incontrare di nuovo i leader della giunta militare.
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