I due fatti hanno dimensioni apparentemente imparagonabili: a Palazzo Chigi è riunito un consiglio dei ministri con tali problemi, che la voce corrente, nella politica romana, è quella di una crisi di governo imminente; nella sede di Carta è riunito, proprio mentre scriviamo, il comitato organizzatore della manifestazione del 20 ottobre, per discutere cosa e come proporre perché quel percorso non si interrompa.
A rompere le righe, nel governo, è apparentemente Clemente Mastella, la cui vicenda giudiziaria, con la rimozione d’ufficio del magistrato che stava indagando sul ministro della giustizia [e su molti altri, il giudice De Magistris di Catanzaro, ha provocato una specie di esplosione: Mastella che si ribella ai sospetti che gli piovono addosso e minaccia di uscire dalla maggioranza e dal governo, chi chiede che De Magistris torni al suo posto proprio per evitare scelte estreme del capo dell’Udeur, il suo collega ministro di Pietro che fa il paladino dei magistrati, parlamentari di sinistra che propongono solidarietà a Mastella, il presidente della repubblica che interviene per augurarsi «equilibrio». La matassa è imbrogliata. Ma la sensazione die più è che Mastella sia un sintomo e non una causa. Per citare solo un fatto, oggi in consigliod ei ministri piove il disegno di legge di Amato sulla «sicurezza», tale da spingere il ministro della solidarietà sociale, Ferrero, a dichiarare che, nel caso, voterà contro [il consigliod ei ministri ha iniziato la sua seduta alle 16, se ne saprà di più verso sera: notizie aggiornate sul sito]. La manifestazione di sabato scorso ha ridato fiato alle sinistre nel governo. Ma allo stesso tempo si addensano nubi di guerra: secondo alcune fonti, gli Stati uniti di Bush sarebbero sul punto di lanciare un attacco contro l’Iran. In quel caso, anche il governo italiano dovrebbe scegliere come schierarsi, e il «partito americano» [Dini, soprattutto, che ha già più volte minacciato di uscire da una maggioranza assai debole al senato] presenterebbe il suo conto, facendo collassare il governo. Prodi dice di essere «tranquillissimo». Si vedrà.
Nel frattempo, quel milione di persone in piazza sabato 20 a Roma ha un peso molto rilevante. In almeno due direzioni. La prima: la spinta che i partiti di sinistra ne ricavano ad accelerare una loro federazione, o collegamento. E’ quel che Rifondazione proporrà domani a Pdci, Verdi e Comunisti italiani: un forum, o stati generali, della sinistra a dicembre. Ma, dall’altra parte, gli organizzatori della manifestazione [e specialmente i tre giornali, manifesto, Liberazione e Carta] stanno discutendo su come tenere aperta la relazione, tra identità e soggettività sociali differenti,c he siu è stabilita in quella piazza sabato scorso. La discussione è in corso e troverà presto il modo di lanciare un segnale, all0’esterno, il più aperto possibile. Non solo alla sinistra, ma anche a settori sociali diversi, che potrebbero collegarsi tra loro per ri-scrivere un «programma» dal basso che vada oltre quello dell’Unione – di cui si chiedeva il rispetto – e che prenda a spunto i sette punti elencati nell’appello del 3 agosto. Ma saranno le relazioni locali, cittadine, nei territori, a fare l’inchiesta su quel che accade, nelle zone di sofferenza sociale, nel mondo del lavoro, per quel che riguarda l’ambiente, e a stabilire di conseguenza le priorità. Un grande esercizio di democrazia, ecco quel che si propone. Insieme all’idea di realizzare presto un grande incontro, a Roma, per elaborare insieme a tutti quelli che vorranno parteciparvi un’idea condivisa di cosa possa essere un’altra politica, che non si riduca ai linguaggi e alle compatibilità dei partiti. Dettaglioi decisivo: si tratta di allargare l’interlocuzione oltre il già grandissimo ambito che la manifestazione del 20 ottobre ha saputo raccogliere. Oltre la sinistra, alla ricerca di una democrazia dei cittadini. O almeno, questa è l’accentuazione di Carta, in una discussione calda e amichevole, come sempre è stato dall’’inizio di agosto. Prossima riunione lunedì, quando sarà licenziato un testo firmato da tutti.
Tags assegnati a questo articolo: 20 ottobre






