Il decreto sicurezza arriva in Senato

Si smorzano i toni della polemica con la Romania, in Italia invece il dibattito politico si fa più duro.
Dalla Romania Pier Luigi Bersani ha detto al ministro dell’economia Varujan Vosganian che «il governo e il popolo italiano sono intenzionati a isolare e reprimere con la forza della legge ogni eventuale atto di xenofobia che è fuori dalla nostra cultura e dalle nostre tradizioni». Il ministro per lo sviluppo ha anche chiesto «che ci sia da parte della Romania la comprensione del problema di prevenire e isolare i comportamenti che possono determinare allarme sociale e di sicurezza pubblica. Le procedure di allontanamento sono rivolte a questi comportamenti e non riguardano una nazionalità in particolare». Al termine del suo incontro con Bersani, Vosganian ha espresso «apprezzamento per le dichiarazioni di Prodi che ha sottolineato il contributo positivo dei romeni in Italia».
Un riavvicinamento diplomatico che arriva mentre inizia l’iter del decreto legge sulla sicurezza e alla vigilia della visita in Italia del premier rumeno Calin Popescu Tarisceanu. Dalle tre di questo pomeriggio sono iniziate le votazioni nella commissione affari costituzionali del senato.
Le divisioni sono sempre più palpabili nell’Unione: mentre c’è chi apre alle richieste del centrodestra [espulsioni coatte, espulsioni di chi non ha reddito] come Fassino e Rutelli, c’è chi è sempre più a disagio di fronte a un decreto razzista. E questa volta, sembra che per molti non sarebbe un dramma fare cadere un governo che fa politiche di destra.
Fabio Mussi, ministro dell’università e della ricerca, ha dichiarato oggi che gli emendamenti proposti dal centrodestra «vanno nella direzione sbagliata». Nichi Vendola, in un’intervista a Liberazione, si dice invece «molto preoccupato che si metta in moto un marchingegno che dia, nei fatti, legittimazione ai codici fascisti…».
Dalla Direzione del Prc Franco Giordano ha infatti dichiarato: «Vincoliamo il nostro voto positivo al decreto sulla sicurezza al recepimento delle modifiche che proponiamo e alla volontà di tenere sbarrate le porte alla destra». Rifondazione chiede l’introduzione delle norme della legge Mancino contro il razzismo e i reati di violenza, che erano state cancellate dal governo Berlusconi e rilancia le proposte avanzate da Giuliano Pisapia, presidente della commissione per la riforma del codice penale del ministero della Giustizia: «Si tratta di proposte intransigenti–spiega Giordano–che mantengono il rispetto della responsabilità penale individuale e la sganciano da quella della condizione collettiva, sostenuta dalle destre e da parte del Pd».
Michele De Palma, membro della segreteria nazionale del Prc, aggiunge che «il decreto così com’è non è votabile, tradirebbe lo sforzo di mettere in discussione la Bossi-Fini, oltre a non rispettare le norme europee sulle espulsioni dei cittadini comunitari. Quanto agli emendamenti della destra, non se ne parla proprio: c’è un rigurgito fascista inaccettabile. Il testo deve essere modificato. A partire dal rispetto della costituzione, dalla responsabilità penale individuale, dalla verifica delle espulsioni da parte del giudice ordinario e non di quello di pace».
Il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero ha respinto oggi l’approccio di Fini, di considerare tutti i rom come non integrabili nel sistema sociale italiano per la loro identità socio-culturale. «Dichiarare impossibile l’integrazione un popolo–dichiara Ferrero–equivale a proporre un modello di società fondato sull’apartheid». Per Ferrero, che il 31 ottobre ha partecipato al Consiglio dei ministri straordinario e votato il decreto sicurezza, «Fini non è un gentiluomo un po’ conservatore, ma ha un profilo razzista».
La Lega ha fatto sapere che una delegazione di parlamentari del partito lombardo sarà domani in Piazza Montecitorio per «accogliere» il premier romeno Tariceanu, in visita da Prodi. Intanto si moltiplicano le aggressioni di stampo fascista contro cittadini rumeni e a Bologna, è iniziato lo sciopero della fame contro il decreto razzista.

Mail_long
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali carbone carcere Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città clandestino clima Colombia commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione conoscenza consumi consumo critico contadini cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti diritti globali diritti umani disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto elezioni emissioni Enel energia Epa Eritrea espulsioni Etiopia