Torino. Cronaca di un'aggressione

Torino è piena di colori, «questo è il giorno della luce che si fa arte», hanno raccontato nel pomeriggio gli organizzatori di «Luci d’artista», la rassegna di installazioni luminose in città. Ma l’incrocio fra Corso Vittorio Emanuele e via Madama Cristina, alle 23 di martedì sera, è buio pesto. Un buio che fa paura, chè quello è l’incrocio in cui i senegalesi vendono coca ed eroina. Veltroni e Casini sono in diretta sui RaiTre, l’incontro è alla fine. Qualche dissidio, la certezza comune che «il flusso di immigrati è insopportabile, il decreto di espulsione immediata è necessario». Prove tecniche di centro sarkozista. Dev’essere un centrista francofono anche l’uomo vestito di arancione, camion parcheggiato in seconda fila, che si ferma a comprare una rosa da un ragazzo bengalese, sull’angolo. «Dammene due». Fa per pagare, ma i conti non gli tornano. «Basta un euro».
Il ragazzo non ci sta. Il suo socio neppure, ma sembra disinteressato. Toni bassi, il bengalese sorride. L’uomo vestito di arancione lavora per tenere le strade pulite, i venditori di rose devono sembrargli una macchia, a questo punto. Tira fuori una spranga, ce l’aveva nel borsone. Una spranga. Nel borsone da lavoro. Il bengalese non sorride più. Però sorride Veltroni, «Se passa l’idea che qui non paghi, vengono tutti qui». Sorride anche Casini, ci mancherebbe, che spiega come aggirare le uscite rumorose della Lega. «Ci sono abituato, so che non bisogna dargli il giusto peso». L’uomo vestito di arancione non è convinto. Sprangata sulla gamba del bengalese, calcio. «Ma vattene, extracomunitario di merda». Una volta l’avrebbe chiamato negro. Poi, la svolta sarkozista è arrivata anche per lui. Il bengalese se ne andrebbe volentieri. Ci prova, attraversa la strada. L’autobus inchioda, lui scompare. Resta il socio, che se andrebbe volentieri. «C’è grande esasperazione dei cittadini di cui le ronde, un fenomeno demenziale, sono la conseguenza», spiega Casini. L’uomo vestito di arancione afferra il secondo bengalese per un braccio, lo trascina in mezzo alla strada, lo colpisce in viso. «Andatevene fuori dal cazzo, capito?». I due ragazzi, probabilmente, non hanno capito niente. L’uomo vestito di arancione molla la presa, prende il borsone, sale sul camion. «Abbiamo bisogno di una normativa più rigorosa, bisogna stare dalla parte dei cittadini, la cui sicurezza viene violata». Le parole di Veltroni, se non fosse stato impegnato in via Madama Cristina, gli starebbero risuonando nella testa come un mantra.

Mail_long
dello stesso autore
11 ottobre 20 ottobre 4 novembre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abbonati abdul abiti puliti aborigeni acqua Afganistan Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids alitalia altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina Americhe 2004 animalisti Annapolis antifascismo antimafia antimafia sociale antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api aprilia Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Bamako banca Banca mondiale Bangladesh banlieues basi basi militari Basilicata bene comune beni comuni Bergamo bilanci partecipativo biocarburanti biodiversità biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein bollywood Bologna Bolzano borse Brasile brimania Britel Bulgaria bussolengo Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Camerun Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas Caracas 24/29 gennaio carbone carcere carovita Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro Cisgiordania città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia comboniani commercio commercio equo commercio equo. decrescita comuni comunicazione Congo conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione cornelio cornelio bizzarro