Voglia di futuro a Torino

Abbiamo proposto e sperimentato che si può, all’interno della Festa di Liberazione, mostrare di essere e di fare quello che diciamo; abbiamo reso visibile, concreto, mangiabile, consumabile che cosa vogliamo e quello che diciamo.

“Voglia di Futuro” è lo spazio (di ristorazione e di discussione) che abbiamo gestito alla Festa di Liberazione di Torino, uno spazio dalla gestione variegata, con presenza di compagne e compagni di Rifondazione ma anche con compagne e compagni e non di “Movimento”: dal Torino social forum a Radiofabbrica, da aderenti a Lilliput e Greenpeace, dalla Lav a Mondo Nuovo… fino a persone che ci hanno dato una mano e non stanno in nessuna associazione, gruppo, partito o rete.

“Voglia di Futuro” ha preparato e servito 1040 pasti vegetariani nei 19 giorni della Festa. Tutti i prodotti utilizzati (verdura, pane, olio, vino, cereali, legumi, orzo, farine, pasta…) provenivano direttamente da produttori biologici, da Libera, dalla Bottega del commercio equo Ctm Mondo Nuovo.

Non abbiamo usato piatti, bicchieri, posate di plastica, ma di ceramica, di vetro e di metallo, che hanno consentito di produrre pochissimi rifiuti di plastica (la riduzione dei rifiuti è la prima priorità per una corretta gestione del problema) e di avere una mancata spesa per almeno 3000 piatti e 1500 posate e bicchieri di plastica (il riuso è più economico dell’usa e getta).

Abbiamo servito acqua del rubinetto in caraffe di vetro spiegando che “l’acqua non é una merce” e che quindi noi non la vendiamo; insieme a quelli del Contratto mondiale dell’acqua diciamo che l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti gli esseri viventi, e che siamo contro chi trasforma in merce un bene dell’umanità, non possiamo contraddirci vendendo acqua in bottiglia.

Abbiamo preparato piatti semplici, della nostra cucina, senza andare a scomodare tradizioni culinarie esotiche e/o particolari che niente hanno a che fare con le coltivazioni locali e con le verdure di stagione che contadini aderenti ci procuravano, recuperando il gusto e la qualità dei piatti di pasta e verdure, di pasta e legumi, di zuppe, di insalate di verdure e di cereali…stupendoci del successo e dei complimenti che ricevevamo per piatti semplici tanto da domandarci “ma cosa si mangia ormai nelle nostre case?”.

Abbiamo variato il menù tutte le sere, decidendo giorno per giorno che cosa preparare e cosa preparare è stato deciso in base a quello che avevamo e a quello che doveva essere consumato (le verdure ci venivano fornite due volta alla settimana).

Avevamo programmato e pubblicizzato dibattiti e discussioni quasi tutti i giorni, nel pomeriggio, sui temi dell’agricoltura, dell’ambiente, sulle risorse, sulla salute, del vino ma purtroppo non hanno avuto tanto successo. Non abbiamo avuto il tempo di costruire la partecipazione ai dibattiti nei giorni della Festa, perché il lavoro è stato tanto e duro e non avevamo una persona che potesse dedicarsi quasi esclusivamente a questo.

Ma credo che la “Voglia di Futuro” ha bisogno di continuità perché sia condivisa e per costruirlo davvero quell’altro mondo possibile in cui ancora crediamo e che non si esaurisce con la fine della Festa e che quindi avremo modo e tempo per fare rete di tutti i contatti, i bisogni e gli interessi che sono stati espressi da chi è entrato in rapporto con noi, contadini e viticoltori dell’Asci, del commercio equo e solidale, Lav e altri.

Credo che da adesso bisogna continuare nella nostra attività sull’ambiente, all’interno di Rifondazione, del Movimento con ancora più attenzione e politiche serie su un modo di produrre, consumare, alimentarsi, bere…che sia rispettoso della natura, dell’ambiente, della salute, delle risorse, del lavoro dei contadini, della salvaguardia e valorizzazione del territorio, le cose che da tanto diciamo e sulle quali proviamo a fare politica ma che di più adesso per aver dimostrato che si può e per avere riscosso un successo non previsto, sono un impegno da estendere quanto più riusciamo, dentro (ancora dentro!) e fuori dal partito.

Mi auguro che possa essere un’esperienza da riprodurre ed estendere all’interno delle nostre Feste, perché sono occasione in cui la Città ci vede e mostrare coerenza e impegno e ascolto è importante, di più, deve essere un impegno.

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