Un cioccolatino di pace

Si è attestata come un altro piccolo appuntamento del movimento dei movimenti, un’altra tappa per la costruzione della società civile organizzata.
È Altrocioccolato, la manifestazione che si è svolta a Gubbio dal 21 al 24 ottobre e che ha raccolto intorno allo slogan “Il cacao non fa male se è equo e solidale” decine di migliaia di persone. Nata con l’idea di sensibilizzare il grande pubblico sulle proprie scelte rispetto al consumo dei beni di largo uso, la manifestazione ha pienamente centrato il suo obiettivo, se al di là dei numeri (50.000 persone nell’arco della quattro giorni), è passato il messaggio che ogni singola goccia fa un oceano e che ogni piccola azione quotidiana contribuisce a cambiare il mondo, a partire dagli scaffali del supermercato.
E proprio le piccole azioni quotidiane costituiscono l’humus fertile per un futuro del movimento dei movimenti nato sotto la stella del confronto, dell’unione delle forze e dell’umiltà nel comprendere le posizioni degli altri.
La società civile organizzata è nuovo soggetto costituito dalle realtà di base della società (social forum, sindacati, movimenti pacifisti) che come hanno testimoniato Alex Zanotelli, e Luigi Ciotti (che non potendo intervenire fisicamente ha partecipato con una sua video-intervista), nel futuro più prossimo dovrà confrontarsi con un mondo politico che spesso non ascolta o non capisce il messaggio che viene dalla base della società.
Ma alla manifestazione eugubina “Non c’è pace senza giustizia», il tema che ha attraversato tutta la quattro giorni, è stato anche uno spunto per discutere di tutte le miserie del mondo. Un’occasione per chiarire cosa è pace e cosa è guerra e per riaffermare la necessità di un mondo di nonviolenza. Al dibattito conclusivo, "Non c’è pace senza giustizia” rappresentanti del mondo pacifista come Flavio Lotti della Tavola della pace, don Gianni Fazzini di Bilanci di Giustizia, Mao Valpiana di Azione nonviolenta, Massimo Paolicelli degli Obiettori nonviolenti, hanno ribadito
concetti sui quali ultimamente si è fatta spesso confusione. La guerra non è solo quella che si combatte con le armi in Iraq, ma la nostra società è costellata da tante piccole guerre che si combattono nel silenzio generale. Dati gli ultimi avvenimenti, anche nel contesto politico
italiano, è necessario, secondo i relatori, fare chiarezza sul concetto di pace e ridare dignità a questa parola. La guerra non può essere uno strumento con cui raggiungere la pace, né tantomeno la pace può essere una pausa tra una guerra e l’altra. Ma al contrario la pace deve essere la condizione nella quale tutti gli uomini devono vivere insieme. Per costruire
la pace è necessario che ci sia giustizia nelle piccole azioni quotidiane:
finanza etica, commercio equo, nonviolenza come valori universali da applicare nel vivere di ogni giorno.

Un altro momento toccante di questa quarta edizione della festa equa della cioccolata è stato quello con Arturo Paoli, che ha partecipato alla fiaccolata nazionale, organizzata in collaborazione con la Tavola della pace, che si è snodata tra le vie di Gubbio fino alla chiesa di Sant’Ubaldo sulla cima di monte Ingino. Il missionario 92enne simbolo della solidarietà
internazionale e «Giusto tra le Nazioni» per aver salvato la vita nel 1944 a un giovane ebreo ha detto parole forti: «Viviamo in una società strutturalmente violenta e spesso non ci si accorge che con le nostre più piccole azioni uccidiamo milioni di persone. Dobbiamo esserne consapevoli e
cambiare questa situazione, allo stesso modo, con le nostre piccole azioni quotidiane».
Adesso Altrocioccolato pensa al proprio futuro e alla necessità di non disperdere il potenziale acquisito per diffondere il suo messaggio di pace e di giustizia attraverso la dolcezza di un cioccolatino.

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