Fiere e arcobaleni sulle città

Il 21 novembre a Ca’ Forneletti (Valeggio sul Mincio, Verona) si è svolto un incontro di scambio di esperienze e confronto tra i nascenti Distretti di Economia Solidale. I Distretti di Economia Solidale (Des) sono una sperimentazione delle reti a livello locale, con le quali si cerca costruire dei circuiti economici a partire dalle realtà di economia solidale presenti sul territorio (gruppi di acquisto solidale, botteghe del commercio equo, realtà di finanza etica e turismo responsabile, cooperative sociali, cooperative di produzione e servizi, piccoli agricoltori biologici, associazioni, etc.) per rafforzare queste stesse realtà, offrire al consumatore critico un’ampia gamma di prodotti e servizi ottenuti nel rispetto delle condizioni di lavoro e dell’ambiente e rinsaldare i legami sul territorio.

Dopo la presentazione nel maggio 2003 della “Carta per la Rete Italiana di Economia Solidale”, in cui veniva lanciata la proposta dei distretti, diversi luoghi si stanno ponendo nella prospettiva di sperimentare questa ipotesi. All’incontro sono stati raccontati i primi passi che si stanno svolgendo in questa direzione a Roma, Como, Bologna, Milano, Torino, Napoli, Verona, in Trentino, Brianza e nelle Marche.

Le esperienze sono molto diverse, e ancora in fase embrionale. Stanno però nascendo alcune prassi comuni, come le “Pagine Arcobaleno”, ovvero un censimento in forma di guida delle realtà locali di economia solidale, che costituiscono spesso un primo passo per la conoscenza delle risorse disponibili sul territorio. In forme diverse le Pagine Arcobaleno sono già state pubblicate per Milano e Lombardia, Roma e Lazio, Piemonte e Valle d’Aosta, Piacenza, Bologna, Trentino, Como e Verona, mentre altre sono in preparazione.

Un’altra pratica che si sta diffondendo è quella di promuovere fiere delle realtà di economia solidale del territorio. Queste fiere, come ad esempio quella di Como (“L’isola che c’è”), Milano (“Fa’ la cosa giusta!”) o Ancona (“Eco&Equo”) stanno riscuotendo moltissimo successo.

Nascono intanto nuovi interrogativi: come muoversi per fare in modo che questi legami portino ad una modifica stabile nei flussi dei prodotti? Di quali strumenti dotarsi per affrontare questo passaggio decisivo si è parlato nei gruppi di lavoro organizzati nel pomeriggio; le idee sono diverse ed è chiaro che sarà necessaria ancora una buona dose di sperimentazione. D’altra parte diversi nodi della Rete di Lilliput vogliono lanciarsi nella avventura della attivazione dei distretti, per cui sarà importante arrivare con le idee raccolte per l’incontro tematico che si terrà a febbraio a Roma.

Per questo motivo il gruppo di lavoro RES (Rete di Economie Solidali) sta scrivendo un documento programmatico che raccolga queste esigenze in una proposta per lo sviluppo dei distretti e della rete. Sia il materiale dell’incontro che le prime bozze del documento programmatico saranno presto disponibili sul sito www.retecosol.org

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