Il processo di Cosenza contro i movimenti è iniziato lo scorso 2 dicembre.
Con questo articolo, uno degli imputati inizia il racconto semiserio delle udienze.
Lettera semiseria ad un compagno giornalista che l’ha sempre presa sul serio
Giulianì,
è un grrrande processooo. Telecamere, telestanze, telesbirri, teletutto. Dai banchi affollati degli avvocati si levano accenti variegati. Un muro di compagni in platea; un mare di divise nei corridoi. Il coreano al posto suo, sotto la bandiera.
Scena più commovente in assoluto: tutti e 12 i compagni imputati (una assente per motivi di salute) assiepati gomito a gomito ‘ngutti ’ngutti su un’unica panca! Con i tempi che corrono, è un quadretto da libro Cuore, che solo a vederlo fa bene all’anima.
Casarini dribbla i giornalisti Rai Calabria e quatto quatto si studia Fiordalisi. Cirillo disegna vignette, Lidia a muso duro a furia di sentirsi chiamare guerrigliera, Annetta potrebbe essere la donna delle pulizie del tribunale passata di lì per caso, Alfonsino in sala parto, a me ed ai due tarantini mancano solo lo striscione i fumogeni e la bandiera rossoblu, Antonino un immigrato in attesa del permesso di soggiorno, Santagata Barabba.
Fiordalisi vuole che sia Michele, sia gli altri due forzati della firma, vadano a firmare per sempre. Dice che “sono tutti pericolosi. Nel marzo scorso hanno schiaffeggiato Fassino. C’è scritto nelle carte più recenti della digos e dei carabinieri”.
A questo punto Caruso scoppia; scivola al microfono, ed è subito Napoli: “A Fassino solo due pernacchie. Le firme le ho sempre messe. Solo una volta in anticipo, ed una in ritardo. Si compensano”. Spiega l’anticipo del primo caso: “dovevo andare alla manifestazione contro la guerra”. Tace sul ritardo della seconda infrazione. Il pubblico si gira a guardare la fidanzata. Incredibile, potenza dei napoletani, pure la giudice Onorati ride.
Poi, un brivido lungo la schiena. Proprio mentre l’avvocato dello Stato sta insistendo: “datimi i sordi”…si verifica un break di chiara marca fantozziana. Non bastavano gli sbirri di tutte le razze possibili ed immaginabili, presenti in sala, ecco a voi il Duca Conte Cobra!!!…il super poliziotto Spartaco Mortola in persona, carne, ossa e zucca pelata, spettro del G8 sanguinoso volato giù da Genova apposta per noi. Soltanto a vederlo materializzarsi in aula, pare che da un istante all’altro debba scoppiare un lacrimogeno di quelli al cancro assicurato che non te lo toglie nessuno. Appena avvistato l’oscuro personaggio, i capelli di Laura Corradi si schierano compatti a protezione dell’apparato respiratorio della nota attivista ricercatrice intossicata tre anni or sono nelle vie della Lanterna. L’avvocata Simonetta Crisci sgama subito il nemico che prova a camuffarsi in mezzo alla locale digos. Ma Simonetta, slang da porta portese: "a nvedi questo, a presidé, m’o devi toje davanti agli occhi. Deve testimonià armeno tra un paio d’anni. Mò che ce sta a fà qua?”.
La Onorati è una tipa bona e tosta e butta fuori dall’aula il fantasmone giottesco.
Lui si apparta brontolando in corridoio con Cantafora, vestito identico. Parlano talmente fitto, che per poco non limano. Mortola s’è trascinato dietro una “bella” notizia. Da Genova, il procuratore Pellegrino ha tranquillizzato quanti sostenevano che il processo di Cosenza sarebbe riservato ai “buoni”, mentre lassù gli altri compagni alla sbarra passerebbero per “cattivi”.
“Non vi preoccupate – ha dichiarato poche ore prima il buon Pellegrino – In caso di condanna a Cosenza, poi li processeremo pure noi a Genova per concorso in devastazione e saccheggio”.
In aula, intanto, gli avvocati fanno sbarramento. Su tutti stavolta la Senese, napoletana solo all’anagrafe, e il solito Peppino Mazzotta, principe dei difensori brezi. Pone questioni che se anche non dovessero fare breccia, faranno certamente scuola. Fiordalisi può fare il Pm in questo processo? Chissà perché si celebra a Cosenza, e non a Genova o a Napoli! Perché Berlusconi non lo dice chiaramente che vuole dieci miliardi di risarcimento danni? I giudici popolari lo hanno capito veramente con che cosa hanno a che fare? E Santagata, Cirillo e Caruso dovranno andare a firmare pure il giorno di Natale?
Insomma, dopo le parole di Peppino la colonna sonora è cambiata. Persino una dei giudici popolari, tormentata in precedenza da continui colpi di sonno, recupera l’attenzione dei tempi migliori. Un collega al suo fianco continua a dondolare, forse smanioso di scaricare gas intestinali. Gli altri giudici sembrano usciti da un picnic alla “Fossiata”. Un paio di loro, donne, guardano in cagnesco Fiordalisi. La più attenta è la vicepresidente Portale. Senza espressione come tutti i giudici. Ma una ragazza!
Lo show si conclude nel pomeriggio. Mi verrebbe da dire: “bravi, bis”…se non fosse per il fatto che rischiamo di beccarci cent’anni di galera.






