Le foto di Giuliana

Nel suo appello in video Giuliana Sgrena ha chiesto, tra l’altro, di mostrare le foto da lei scattate dei bambini iracheni colpiti dalle “cluster bomb”. Per questo, il 22 febbraio 2005, abbiamo illustrato un disegno di legge, sottoscritto da 29 senatori, che chiede la messa al bando di questi micidiali ordigni.

Il disegno di legge risale allo scorso ottobre, ma ora che, dopo l’ appello di Giuliana, i riflettori sono puntati sulle “cluster bomb”, speriamo che il Parlamento apra gli occhi e si arrivi all’ approvazione del provvedimento’. Se poi questo segnale si rivelasse utile alle iniziative avviate per liberare la giornalista del Manifesto, saremo i primi ad essere contenti’.

Oltre al disegno di legge abbiamo presentato un’interrogazione, alla quale il governo non ha ancora risposto, sul coinvolgimento di due imprese italiane, la Simmel Difesa di Colleferro e la Snia Bdp, nella produzione di questi ordigni e sulla presenza di cluster bomb negli arsenali militari del nostro paese.

Le munizioni cluster (a grappolo) sono armi di grandi dimensioni–lanciate da aerei, elicotteri o sistemi di artiglieria–che si aprono a mezz’ aria spargendo ad ampio raggio centinaia di submunizioni più piccole, progettate per esplodere al momento dell’ impatto con il suolo. ‘Il tasso di mancata esplosione dichiarato dalle case produttrici é del 5 per cento, ma in realtà i dati raccolti sul campo segnalano indici più alti, anche fino al 20-25 per cento. E le bombe inesplose diventano ancora più letali delle mine antipersona e possono colpire a distanza di anni’.

Si calcola che le “cluster bomb” usate in Iraq nei soli mesi di marzo e aprile 2003 siano state 10.728, per un totale di 1,8 milioni di submunizioni. Se anche quelle inesplose fossero in effetti solo il 5 per cento si tratterebbe comunque di 90.000 ordigni letali disseminati sul terreno.

Secondo il dossier dell’ organizzazione Human Right Watch, l’Italia é uno degli almeno 57 Paesi al mondo che hanno nei propri arsenali munizioni cluster. Ma l’Italia é anche uno dei 33 Paesi produttori di questo tipo di armi. Il disegno di legge si compone di due soli articoli ed estende alle munizioni a grappolo la messa al bando prevista dalla legge 374 del 1997 per le mine antipersona. Con questo provvedimento l’ Italia può diventare l’ apripista per la messa al bando di questi ordigni.

Non dimentichiamo, infine, che le vittime principali delle “cluster bomb”, così come delle munizioni all’uranio impoverito, sono i bambini.

* senatore Ds

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