Pubblichiamo un articolo di Alessandro Santoro, prete della comunità di base Le piagge di Firenze, scritto poche ore prima della elezione di Joseph Ratzinger.
Caro Spirito Santo,
mi rivolgo a te che sei datore di vita e soffio di speranza per l’umanità intera perché tu possa penetrare nelle stanze del potere ecclesiastico e possa essere voce, mano e penna di quei cardinali, nostri fratelli, che dovranno darci un nuovo papa, perché ascoltino la tua voce e non si lascino trascinare nei tatticismi e negli intrighi di palazzo e di potere.
Dacci un papa a piedi scalzi, semplice e umile, che diventi compagno di strada e di vita di chi fa fatica e si sente escluso e oppresso, come del resto ha fatto Gesù che ha scelto la Galilea delle genti, luogo dell’esclusione e della emarginazione per ridare vita al mondo.
Dacci un papa che abbia il coraggio di incarnarsi nella storia degli altri, che abdichi alla Verità assoluta che schiaccia e uccide e senta il bisogno di incontrare e nutrirsi delle Verità dell’altro.
Dio non ha un nome, prende e assume il nome dei volti e delle storie degli emarginati di questo mondo e nessuno detiene la verità di Dio e può pretendere di possederla.
Dacci un papa che scenda nei bassifondi della storia, che abbandoni i palazzi del potere, che non viva più in Vaticano, luogo del potere curiale e torni a essere il pastore di tutti, uomo tra gli uomini senza più nessuna enfasi trionfalistica. Non abbiamo bisogno di un papa con strutture forti e apparati pesanti, proprie dei sovrani e dei potenti, ma di un papa che si spogli di tutto quello che lo separa e lo divide dalle persone, che sappia lasciare tutto ciò che lo rende ricco e possa concedersi l’unica ricchezza possibile per chi si fa servo, quella in umanità.
Troppi orpelli, troppi luccichii, troppi ori appesantiscono la sua casa, ed è arrivata l’ora che il papa possa prendere le distanze da questo sfarzo senza senso che viva nella povertà senza ostentazioni.
Dacci un papa capace di Vangelo, testimone e profeta di un Vangelo possibile per tutti, che sappia piangere con chi piange, ridere con chi ride, soffrire con chi soffre.
Fa che sia intransigente solo nell’amore e continui a gridare forte contro tutte le guerre del mondo e possa aiutarci, e aiutare i grandi della terra, a considerare la guerra e le guerre una assurda follia .
Fa che possa far diventare la guerra un tabù inaccettabile e cancelli l’ipocrisia assurda di chi, anche nella nostra Chiesa ritiene ancora plausibile una guerra giusta.
Dacci un papa capace di perdono, che non abbia paura a riconoscere la violenza e le violenze della nostra religione, che sappia soffiare nella nostre vite e nelle nostre comunità umane uno spirito di tenerezza, perché per tutti ci possa essere un pezzo di pane, una carezza, un abbraccio e una vera liberazione, chiunque sia.
Dacci un papa che non ci riempia di encicliche e di documenti,troppe parole hanno inchiostrato la nostra fede, fa che cresca nell’ascolto di quella parola di Dio che è la vita degli uomini e delle donne. L’unica parola possibile da rendere viva e vera nella nostra storia è quella del Vangelo.
Dacci un papa carico di utopia, capace di vedere oltre e di darci il coraggio di fare un passo più in là, un papa meno maestro e più fratello, meno grande e più debole, meno forte e più dolce, meno sicuro e più compagno. Gesù sognava e praticava il sogno di Dio, fatto di una politica di giustizia, di una economia di uguaglianza e di un Dio pienamente libero; fà che negli occhi, nelle mani, nel cuore, nella pancia, nei piedi di questo papa ci possa essere questo stesso sogno necessario perché questo nostro affaticato mondo riabbia la vita e “l’abbia in abbondanza”.
Dacci un papa che abbia il coraggio di abbandonare i segni del potere e possa ritrovare e concedersi il potere dei segni, perché la nostra Chiesa possa spogliarsi della porpora e rivestirsi del grembiule, possa abbandonare i conservatorismi comodi al potere e recuperare la libertà piena e viva dei figli di Dio.
Dacci un papa che ridia spazio e attualità alla rivoluzione del Concilio che voleva che le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini e dei poveri diventassero pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce del Vicario di Cristo e delle comunità cristiane. Le grandi aperture e novità del Concilio sono state tradite e burocratizzate, la tensione verso il nuovo si è persa nei meandri delle chiusure e prudenze curiali.
Fa che questo papa possa ridare spazio ad una collegialità vera, ad una chiesa Popolo di Dio, ad una comunione incarnata, ad una conversione senza mezze misure e compromessi. Dagli la forza ed il coraggio di proporre un nuovo concilio dove la Chiesa ripensi se stessa con il contributo vero e profondo di tutti, proprio di tutti.
Dacci un Papa aperto all’idea di libertà e di responsabilità, che rinneghi una Chiesa moralista e sessuofoba, che possa dare spazio con pari dignità a tutte le relazioni affettive, a quell’amore plurale fatto anche di omossessuali, transessuali, divorziati, separati; è anche attraverso di loro che l’amore di Dio, così grande e universale ritroverà spazio nelle nostre comunità, troppo spesso abituate soltanto a giudicare e a condannare e non ad accogliere e a celebrare la vita.
Dacci un papa che sappia riconoscere il valore imprescindibile delle donne, perché senza la loro sensibilità, la loro capacità di “ precederci” e di amare con tenerezza la Chiesa rimarrà sempre sterile ed incapace di futuro.
A Te Spirito Santo l’impegno di portare con Te il respiro di tutti i piccoli e i poveri del mondo e soffiare questa brezza leggera dei perdenti e dei vinti nel cuore dei Principi della Chiesa radunati in conclave perché possano darci un papa degno del Vangelo di libertà e di pace del nostro fratello Gesù di Nazaret.
Buon viaggio.
Alessandro Santoro, prete delle Piagge [Firenze]






