La bottega del commercio equo “Il Fiore” di Ladispoli ha promosso un incontro con Alex Zanotelli, missionario comboniano. Alex ha risposto all’invito del nostro amico Aldo, che lo aveva conosciuto e apprezzato in un incontro che si è svolto in Toscana.
Di lui avevamo anticipato la bellissima frase esposta in Bottega, dove dice che “le botteghe del mondo devono essere luogo di coscientizzazione e di relazione tra persone” ed è quello che stiamo tentando di fare da qualche anno a questa parte.
Tanti gli intervenuti quella sera ad ascoltarlo con grande interesse (anche il nostro sindaco tra gli altri) perché Alex non è solo un uomo di fede, ma è un teologo e un giornalista (è stato direttore della rivista dei comboniani Nigrizia, da cui è stato allontanato nel 1987 per aver denunciato il commercio illegale delle armi.).
Un uomo dunque che sa leggere l’attualità alla luce del vangelo, un prete scomodo, a suo tempo emarginato da quella parte della chiesa che non sa o non vuole guardare oltre.
Il messaggio di Zanotelli, al giorno d’oggi, ci sembra quello di “uno che grida nel deserto, ma di queste voci abbiamo bisogno. E non di chi dice:” Va tutto bene, dai qualche soldino ai poveri e fatti i cavoli tuoi”.
Alex ci mette in crisi perché dice:” Gente, tra 50 anni, secondo gli scienziati, avremo una situazione tragica per il nostro pianeta e non è il solito catastrofismo: lui parla, dati alla mano, di privatizzazione dell’acqua (un giorno per essa si faranno le guerre come per il petrolio, dice) di accentramento delle ricchezze nelle mani di pochissimi, di avanzamento della povertà, e individua negli attuali poteri finanziari quel “ Mammona” di cui Cristo ci parla nel Vangelo.
Alex è piccoletto, ma le sue parole hanno una forza che gli viene dallo Spirito.
Dopo gli anni vissuti a Korogocho, in Africa, tra i diseredati della storia, ha scelto di vivere in un’altra periferia del mondo, il quartiere Sanità di Napoli. Dice che non bisogna “aiutare” i poveri ma restituirgli quello che gli è stato tolto.
“Questo sistema–al di là dei disastri che sta facendo, che ammazza per fame,che ammazza per guerra, che ammazza il pianeta… ci ammazza dentro, ci toglie l’anima, ci rende cose ci atomizza(….) la società oggi è atomizzata,ognuno per sé….”.
Alex cita anche un documento fatto da un gruppo di chiese in occasione dell’Assemblea dell’Alleanza Riformata Mondiale svoltasi ad Accra(Africa) nel 2004, allegato alla rivista Riforma (che si può trovare in Bottega) in cui si dice, tra l’altro, che “Non ci si può mascherare dietro la facile scusa che i problemi etici sono secondari ai grandi temi teologici” e stigmatizza un’ideologia che, avanzando la falsa promessa di salvare il mondo per mezzo della creazione di ricchezza e prosperità, è responsabile di una sofferenza umana che potrebbe essere evitata.
Zanotelli ci ricorda i paesi strozzati dal debito(2500 miliardi di dollari) e di quelle “strutture di peccato” di cui parlò anche Giovanni Paolo II nella “Sollecitudo rei socialis”.
Da questi grandi temi e dall’esigenza di combattere questo sistema, nasce–dice Zanotelli–il contesto delle Botteghe del commercio equo: “Ci sono delle regole commerciali che provengono da un sistema profondamente ingiusto–dice–e quindi le botteghe del mondo servono ad aiutare a capire questo: che le regole del gioco devono essere cambiate.
Ogni bottega – conclude—dovrebbe essere un luogo dove si riuniscono piccole comunità: io le chiamo “comunità di resistenza".
E’ fondamentale che ci sia una comunità che abbia il coraggio di incontrarsi, io ho avuto delle esperienze bellissime,con tante botteghe. È bello questo incontrarsi, questo trovarsi ricchi gli uni degli altri, questo incoraggiarsi vicendevolmente…è la gioia del vivere che viene dall’incontro, dai volti”.
Vorremmo che questo messaggio di padre Zanotelli giungesse a tutti, non solo ai credenti per ridare senso al dirsi cristiani, ritrovando la gioia della condivisione, ma anche per riscoprire nell’Altro la nostra Umanità perduta.
P.S. E’ possibile trovare in Bottega il Dvd o la video cassetta dell’incontro






