Saperi fuori dal mercato

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“Conoscenza, bene comune” è il titolo del Cantiere promosso dalle riviste che si terrà a Roma, il 26 novembre, dalle 9,30 alle 18 all’aula magna della facoltà di ingegneria, a San Pietro in Vincoli. Il titolo del Cantiere già allude a una rivoluzione copernicana sui saperi che, da questione tutta dentro gli ambiti stretti dell’istruzione, tracima ovunque, nella società. Per questo, rischia di stare piuttosto stretto in una sola giornata e, tuttavia, proprio perché di Cantiere si tratta, quello che gli organizzatori propongono non è solo una ricognizione e una messa a fuoco delle questioni che riguardano i saperi nella scuola, nell’università, nella ricerca e nel mondo ampio delle culture e dell’informazione. A questo allude fortemente la definizione di “Bene Comune” cioè di diritto universale non disponibile al mercato né ai meccanismi liberisti della privatizzazione. Come nelle “puntate” precedenti, anche questo Cantiere si è avvalso della collaborazione stretta di tutti i protagonisti del mondo della conoscenza, a cominciare dalla Federazione dei lavoratori della conoscenza della Cgil.

Con il 26 si conclude il ciclo, inaugurato nel gennaio scorso, dei Cantieri promossi dalle riviste [Alternative, Aprile, Carta, Eco Radio; Labour; Nuova Ecologia; Quale Stato] e destinati a interloquire, in modo ravvicinato, con l’Unione per contribuire, ciascuno a suo modo, al Programma. In questo caso, però, oltre alla riviste “storiche”, se ne sono aggiunte molte altre che da anni lavorano nel campo dell’istruzione. Tutte assieme, forse, riusciranno a costruire una rete destinata a durare nel tempo. E anche a disegnare, fuori dai tavoli tutti politici dell’Unione, le linee per una nuova declinazione della conoscenza. Più che a grandi relazioni [anche se sono previsti alcuni interventi introduttivi] il Cantiere si affida ai gruppi di lavoro che, in questo caso, saranno tre e costituiscono l’ossatura della giornata – Saperi e diritti di cittadinanza; conoscenza e lavoro; Saperi, democrazia e territorio. In tutti, ciascuno – studenti, insegnanti, ricercatori, docenti universitari, mondo dell’informazione, della formazione e dell’informatica, sindacalisti – potrà incastrare la propria tessera del mosaico, convinto che tutte assieme possano dare vita a un nuovo disegno, liberato dal liberismo delle riforme della signora Moratti e da quello non meno pesante che le ha precedute. Nei tre gruppi di lavoro sarà possibile declinare la relazione tra sapere e lavoro, quella della conoscenza per costruire una nuova cittadinanza sociale e, naturalmente, quello degli effetti della globalizzazione che ha frantumato il tessuto locale e la partecipazione.

Agli studenti e ai lavoratori precari dell’università, che da tempo hanno dato vita a un significativo movimento che per settimane ha occupato scuole e università e che ora sta proseguendo in diverse forme di autogestione, producendo nuove elaborazioni, analisi e documenti che rappresentano altrettanti indispensabili contributi per la conoscenza “bene comune”, spetterà il compito di concludere il Cantiere.
Che però, lo dice la parola, deve rimanere uno spazio aperto.

E’ prevista anche la partecipazione di rappresentanti dei partiti dell’Unione [dovrebbe prendere parte ai lavori anche Rosi Bindi], dei sindacati, del mondo dell’associazionismo e dei movimenti. Al termine, il Cantiere potrebbe diventare una pubblicazione che si affiancherà a quella prodotta da Carta con il Quaderno dal titolo “Il mercato della Conoscenza” [chi lo ha perso può richiederlo in redazione allo 06 80692244] che verrà distribuito il 26 nel corso del Cantiere.

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