L’associazione Penelope di Taormina da anni è il crocevia di tantissime storie di donne che lottano per emanciparsi dalla violenza, dai pregiudizi sociali, dalla dipendenza o che si prendono cura di chi è posto ai margini della vita. Queste donne oggi incontrano sulla loro strada Carmen Consoli con la quale faranno un passo avanti nella lotta che da alcuni mesi l’associazione sta portando avanti per salvare la Cura, il centro di pronta accoglienza sociale, attivo ventiquattro ore su ventiquattro, che ha accolto a oggi più di trecento persone, distribuito più di trentamila pasti e aiutato a rifarsi una vita, lavorare, integrarsi decine persone con problemi di dipendenza, senza dimora, migranti, donne vittime di violenza.
Un centro, La Cura, di cui i comuni sembrano aver deciso la fine, insensibili alle richieste da mesi avanzate dall’associazione. Comuni capaci di spendere per uno spettacolo estivo quello che permetterebbe di mantenere decine di persone per un anno. Già perché, a conti fatti, ogni senza dimora costa all’associazione 600 euro l’anno, quello che si spenderebbe per due giorni di ricovero ospedaliero.
L’incontro con Carmen sta nella legge delle cose. Chi conosce la Sicilia e le sue donne, sa quanto siano capaci di unirsi di fronte al bisogno, quanto siano forti e battagliere quando si tratta di prendersi cura chi è senza difesa. Carmen per noi è una delle nostre sorelle e il suo aiuto servirà a dare visibilità alla nostra lotta.
Carmen Consoli donerà tre euro per ogni biglietto del suo concerto di omaggio al blues che terrà a Asti il 17 luglio. “Carmen in nero”, questo il titolo del concerto, come le donne in nero che si battono contro la guerra, come le donne di Penelope che lottano contro la povertà.






