Girardi, ottant'anni di liberazione

Giulio Girardi, filosofo e teologo della liberazione tra i più prestigiosi e importanti del mondo, nato il 23 febbraio 1926, compie 80 anni e, a nome mio e di tutti i “fedeli virtuali” della parrocchia-blog [Donvitaliano.org], gli formulo i migliori auguri di ogni bene.
Nel 1939, Girardi inizia i suoi studi presso i salesiani ed è ordinato sacerdote nel 1955. E’ stato professore di filosofia presso l’università salesiana di Torino e Roma, presso l’università cattolica di Parigi e presso l’istituto superiore Lumen vitae di Bruxelles. In seguito verrà espulso da queste istituzioni e poi sospeso a divinis dalla congregazione salesiana per le sue scelte politiche e teologiche.

Nel 1962 Partecipa come esperto al Concilio Vaticano II, collaborando alla redazione della Gaudium et spes, preziosissimo documento “sulla Chiesa nel mondo contemporaneo”; tra il 1965 e il 69 Partecipa al dialogo tra cristiani e marxisti, a livello nazionale e internazionale.
Nell’aprile del 1972 compie il suo primo viaggio in America Latina per partecipare al I Incontro Continentale del movimento Cristiani per il socialismo, a Santiago del Cile e, tornato in Italia, partecipa al movimento in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Belgio.
Dal 1976 è membro del tribunale permanente dei popoli e dal 1978 al 1996, è professore di filosofia politica presso l’università di Sassari.
In Nicaragua collabora con il Centro Ecumenico Antonio Valdivieso di Managua, con la chiesa popolare e con il movimento indigeno nicaraguese; è impegnato nella solidarietà con l’America Latina, particolarmente con Cuba e con il movimento indigeno in Messico, Ecuador e Bolivia. Intanto, in Italia, coordina una ricerca partecipativa con la comunità di accoglienza di San Benedetto al Porto di Genova, diretta da don Andrea Gallo.

E’ stato membro del tribunale Russel II ed è membro del tribunale permanente dei popoli, fin dalla sua fondazione nel 1976.
Questa è solo la sintesi dell’impegno di Giulio Girardi che, dopo la collaborazione al Concilio, appoggiato dal cardinale Agostino Bea, fu candidato da papa Paolo VI a dirigere il costituendo “Consiglio per il dialogo con i non credenti”, idea fatta poi sfumare dalle pressioni dei gruppi reazionari della Curia vaticana.
I suoi scritti sono numerosissimi. Dal libro Marxismo e cristianesimo, del 1966 fino al recente Che Guevara visto da un cristiano Il significato etico della sua scelta rivoluzionaria, nel quale “il teologo e sostenitore della nonviolenza attiva, esamina in profondità la vita, gli scritti, la morte del guerrigliero eroico, materialista e ateo, che ha combattuto il sistema oppressore con le armi in pugno, teorizzando e vivendo la rivolta”. L’ultimo capitolo del libro è dedicato a Camillo Torres, il prete guerrigliero colombiano, “morto con le armi in pugno per amore del suo popolo”.

In uno dei suoi ultimi interventi Girardi, parlando della Teologia della liberazione nell’epoca di papa Ratzinger, ha detto a PeaceReporter: “La mia previsione sul pontificato di Benedetto XVI è che si manterrà sulla stessa linea di Giovanni Paolo II. Infatti, in queste primi mesi del suo pontificato, Ratzinger si è molto riferito al suo predecessore, quasi a voler rendere esplicita la continuità tra i due. Questo significa, dunque, affermare l’attualità dei documenti redatti da Ratzinger cardinale, di condanna della Teologia della liberazione e del suo supposto fondamento nel marxismo".
Continuando il teologo ha affermato: “Riconoscere i popoli oppressi come soggetti storici, culturali, religiosi, ci conduce a riscoprire l’amore appassionato di Dio, per tutti e per ciascuno degli uomini, per tutte e ciascuna delle donne, per tutti e ciascuno degli esseri della natura. A riscoprire la presenza liberatrice di Dio in tutti i tempi e in tutti i luoghi”.

In un tempo nel quale il volto della Chiesa è deturpato da “teologie” reazionarie e talebane, da gruppi come l’Opus Dei, i Legionari di Cristo, i “lefevriani” della Fraternità San Pio X, i neocatecumenali, Comunione e Liberazione, la Compagnia delle opere… preoccupati più di servire Cesare che Dio, impegnati a far crescere i propri capitali e le proprie influenze su gruppi politici e finanziari, occupati a tener buona la base della Chiesa che deve pensare solo all’aldilà, mentre all’aldiquà ci pensano i potenti responsabili e le gerarchie, la testimonianza di p. Giulio Girardi, e di tanti come lui, ci fanno sperare che una Chiesa-altra è concretamente possibile, una Chiesa schierata dalla parte dei perdenti. Una Chiesa Popolo di Dio pronta a denunciare tutte quelle situazioni che umiliano gli esseri umani e Gesù Cristo in essi e ci fa sperare. Di quella speranza che non è aleatoria ma che, come diceva Sant’Agostino “ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno che nasce dall’osservare come vanno le cose, e il coraggio per cambiarle in meglio”.

  • prete reale di una parrocchia virtuale

Tra gli altri scritti di Girardi vanno ricordati: Credenti e non credenti per un mondo nuovo; Cristianesimo, liberazione umana, lotta di classe; Cristiani per il socialismo, perché?; Sandinismo, marxismo, cristianesimo: la confluenza; La tunica lacerata; Il popolo prende la Parola. Il Nicaragua per la teo-logia della liberazione; Rivoluzione popolare e occupazione del tempio. il popolo cristiano del Nicaragua sulle barricate; Comunitá di S. Benedetto al Porto, dalla dipendenza alla pratica della libertà; La conquista dell’America. Dalla parte dei vinti; Il tempio condanna il Vangelo: il conflitto sulla teologia della Liberazione fra il Vaticano e la CLAR; Gli esclusi costruiranno la nuova storia?; Cuba dopo il crollo del comunismo; Resistenza e alternativa. Al neoliberalismo e ai terrorismi.

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