Pubblica amministrazione, imprese non profit ed esperienze dell’altra economia: tre soggetti, che negli anni hanno lavorato in maniera autonoma per la diffusione e l’adozione di comportamenti socialmente responsabili nell’economia, si uniscono a Roma attorno al progetto Respet [centro per l’impresa etica e responsabile].
“Anni fa, quando abbiamo cominciato la nostra esperienza eravamo visti come un gruppo di sognatori, non eravamo presi sul serio” ricorda Cristina Grandi del Tavolo dell’Altra economia di Roma. “Respet si costituisce idealmente come un anfiteatro” spiega Nino Paparella portavoce del nuovo centro e presidente di Icea, dove al fianco dei quattro gestori [Icea, istituto di certificazione etica e ambientale, Avanzi srl, Banca popolare etica e Ctm altromercato], i singoli attori disponibili a un’altra idea di mercato sono chiamati ad aggregarsi per consolidare con la loro esperienza la nuova rete. In quest’ottica sono previsti alcuni seminari e conferenze che si svolgeranno in tutt’Italia, il primo dovrebbe avere luogo in aprile.
L’economia altra, come raccontiamo da anni su Carta, non si limita più al cosiddetto non profit, ma ha allargato la sua esperienza ad altri componenti: consumatori e piccole e medie imprese in primis. “L’iniziativa è una di quelle che guardano al futuro, non al guadagno immediato delle aziende in un sistema che al posto del profitto pone al centro l’uomo e l’ambiente in cui vive” sottolinea Nino Paparella. Il centro fungerà da nodo di collaborazione dove tutti i soggetti sono chiamati a contribuire: l’amministrazione comunale capitolina mediante il finanziamento dell’iniziativa e i vari gestori mettendo a disposizione le proprie competenze. In particolare i tecnici e i volontari di Respet lavoreranno fianco a fianco dei funzionari del comune per redigere bandi, capitolati e gare d’appalto per acquisti verdi e sponsor etici.
“Roma” ricorda l’assessore alle politiche per le periferie, lo sviluppo locale e il lavoro, Paolo Carrazza “ gestisce le mense biologiche a livello nazionale , all’interno del comune è inoltre operante un comitato etico che valuta la sponsorizzazione e nei bandi cerchiamo di introdurre misure per promuovere le imprese che applicano valori di rispetto sociale e ambientale”.
Ma le pratiche dell’altra economia si connettono anche alle politiche di sostegno alle periferie e alle piccole e medie imprese avviato con la legge Bersani che a Roma ha visto emergere numerose microrealtà imprenditoriali legate all’economia alternativa. Sono duecento ad oggi, le persone impegnate nelle botteghe equo solidali.
Respet si pone anche l’obiettivo di orientare nel mercato l’iter delle nuove imprese nascenti.
Altro punto su cui si agirà è la certificazione. Per essere riconosciuto tale un prodotto ottenuto con agricoltura biologica deve rispettare i parametri stabiliti dalla normativa comunitaria in materia. Oltre alla regolamentata, esiste anche una certificazione volontaria alla quale possono attingere le imprese minori. E il ruolo dei volontari e dei tecnici dell’Icea sarà di monitorare l’operato delle medie e piccole per stabilire il rispetto dei parametri.
L’assistenza e la consulenza avverrà attraverso l’istituzione di uno sportello informativo all’interno di uno dei cinque incubatori d’impresa già presenti sul territorio ramano, quello di Garbatella.
Inoltre è già attivo un sito web www.romaresponsabile.it, a seguito di un protocollo d’intesa firmato dal comune di Roma e la Camera di commercio tramite la sua azienda speciale a&t (ambiente e territorio). “Uno degli obiettivi del sito è creare un centro documentazione specifico su questo settore e valutare quali sono le difficoltà con cui un’impresa che voglia seguire un comportamento socialmente responsabile, deve misurarsi” dice Franco Bufalieri presidente dell’azienda.
In Italia, c’è da aggiungere, sono diverse le amministrazioni locali che hanno realizzato politiche di sostegno in materia di “responsabilità sociale di impresa” [Toscana, Umbria, Campania, Veneto, Marche, Basilicata, Emilia Romagna e Provincia di Lecce], anche se molte in realtà sono solo operazione di marketing [persino il governo di centrodestra dal 2002, con il ministero del welfare, ha diffuso il progetto Corporale social responsability-social commitment]. L’esperienza di Respet, forte del lavoro di questi ultimi anni del Tavolo dell’altra economia, potrebbe essere finalmente un’esperienza saria e senza ambiguità su questi temi.






