Com’è fatto un campo rifugiati? E come vivono i 33 milioni di persone nel mondo che, costrette a lasciare la propria casa per guerre, catastrofi, carestie o discriminazioni, vi abitano assistite dagli operatori delle agenzie dell’Onu e delle Ong?
Nei prossimi due mesi, in otto città italiane, sarà possibile averne un’idea grazie a una mostra interattiva che Medici Senza Frontiere (www.medicisenzafrontiere.it), l’organizzazione Nobel per la Pace che dal 1971 si occupa di assistenza medica in situazioni di emergenza, sta portando in tutto il mondo.
Un vero campo rifugiati con tende e baracche, dispense e latrine, ambulatorio medico e centro nutrizione, punto di distribuzione di acqua e cibo, centro vaccini e centro colera. Tutto quello che immaginiamo possa esserci in un campo per rifugiati, ampiamente illustrato da volontari esperti che con dovizia di particolari guidano i visitatori in un percorso tanto realistico quanto anomalo considerando che verrà allestito nelle principali piazze delle città interessate.
Si scopre così, ad esempio, che gli alloggi cambiano a seconda della latitudine: si va dalle capanne tukul di legno, fango e paglia usate in Uganda e in Etiopia, alle tende del deserto del Sudan meridionale, alle baracche dei rifugiati colombiani.
Che tutti i bambini sotto i cinque anni vengono vaccinati contro il morbillo, le cui conseguenze causano la morte di un milione di persone all’anno.
Che in un campo appena allestito la razione quotidiana di acqua a disposizione di ogni ospite per bere, cucinare e lavarsi è pari a 5 litri, un sessantesimo del nostro fabbisogno di abitanti del primo mondo.
Sono solo alcuni fra i tanti aspetti della quotidianità di un campo rifugiati che con questa mostra è possibile toccare con mano, anche se solo in modo simulato.
Dopo aver girato 14 paesi in sette anni, “Un Campo Rifugiati in città” arriva in Italia e, da Roma (fino al 12 marzo), si sposterà a Bari (16-19 marzo), Napoli (23-26 marzo), Pisa (31 marzo – 3 aprile), Bologna (7-10 aprile), Verona (20-23 aprile), Genova (28 aprile-1 maggio) e Milano (5-8 maggio).
In ogni tappa verrà approfondita la situazione di un paese specifico e su prenotazione, la mattina, si organizzano visite guidate per le scuole.






