Un cantiere dei beni comuni a Roma

Da una costola de “Il pulsante leggero”, l’associazione culturale che sta “rianimando” con svariate iniziative la vita di Faleria, un borgo del viterbese situato a due chilometri dalla più celebre Calcata, ormai un po’ ingessata e perseguitata dai troppi turisti della domenica, è nato, una di queste mattine di marzo, nel cuore di Trastevere, un nuovo spazio culturale.
Si tratta del primo “Cantiere dei beni comuni”, in via dei Riari 57, una strada gradevole e tranquilla che da via della Lungara si perde sul verde dell’Orto Botanico.

L’intento del cantiere è di operare per la difesa di quelle cose della vita che ci sono più care e che, di diritto, riteniamo nostre, di tutti (acqua, sole, aria, terra, casa, energia, lavoro creativo, parlare, perdere tempo, autoprodurre eventi ed oggetti culturali…). Per far questo non è facile, bisogna andare in controtendenza, vincere l’apatia, il mordi e fuggi, i “pensa a te e che gli altri si impicchino pure”, lo stress del traffico che ti uccide, i politici corrotti e impiccioni, e far finta che i poteri speculativi, che insistono nel distruggere un quartiere che prima era un paradiso, abbiano un qualche ripensamento o (molto egoisticamente per noi) siano attratti altrove trovando momentaneamente più conveniente attrezzare l’ennesimo centro commerciale, magari a Settecamini o alla Borgata Finocchio.

Anche il “cuore” della città è importante, non soltanto la periferia, tanto è vero che da Tor bella monaca e da corviale i ragazzetti di borgata continuano ad affollare piazza di Spagna, via Condotti e il Corso verso piazza del Popolo, attirati dalla bellezza dei luoghi e della gente.
Ma torniamo a noi ed alla cultura della “decrescita”. La nostra reazione contro lo sviluppo caotico e disumano, ci porta verso un’altra città, ci porta a pensare a un futuro diverso. Nel nostro piccolo tenteremo di costruire nel cantiere alcune iniziative culturali in tal senso, naturalmente cercando di interagire insieme alla rete di altri centri politico-culturali (dalla Casa internazionale delle donne, alle scuole teatrali, al Comitato di quartiere) che da tempo operano in questo quadrilatero culturalmente assai vivace.

Prima in ordine di tempo una rassegna di video-sculture di Angelo Berretta, un giovane artista che, servendosi di materiali industriali di scarto, ricicla fantastiche sculture, e trasferisce in originali video attimi di velocità e di gioia. La rassegna, chiamata appunto “Decrescita/Meccanismi della luce” durerà dal 22 al 31 marzo e sarà fiancheggiata da altri eventi a sorpresa(tra le altre una sul rispetto dei diritti umani in Italia).

Da sottolineare come alle iniziative del cantiere, un contenitore aperto all’”infinito piccolo” di ogni globalità del mondo, hanno dato finora la loro adesione di massima alcune realtà culturali soltanto apparentemente diversificate negli interessi. Vi è ad esempio il redivivo Frigidaire, la cui redazione ha già in mente di trasferirsi (definitivamente?) nella libera repubblica di Frigolandia, la prima repubblica marinara di montagna, un villaggio nomade planetario in Umbria (vicino a Spoleto) dove nella prossima estate si potranno trascorrere serene vacanze alternative. Il nuovo territorio si aprirà il prossimo 25 aprile con la VI festa della Liberazione dei Frigoriferi Intelligenti. Della partita è anche l’Ares, agenzia di ricerca economico-sociale che produce sondaggi e dossier (ultimo:”Giù le mani dai beni comuni!). Vi è poi il collettivo “malatempora” cresciuto nell’attiguo vicolo della Penitenza attorno all’editore omonimo, costretto, per sopravvivere ai trabocchetti del mercato, ad alternare calcio e politica, ma puntuale come un orologio nell’ospitare l’unico mercoledì –sera di cultura alternativa (non noioso) esistente nella capitale.

Vi è anche l’impegno del collettivo Terre, che opera nel campo delle energie pulite, per fare del cantiere una specie di “agenzia del sole”, per non parlare della già vasta platea di “Altra-moneta”, un’utopia concreta contro il potere finanziario e per il reddito di cittadinanza, che grazie all’opera instancabile dell’altro-economista Mimmo de Simone, potrebbe coinvolgere i cittadini romani nello sperimentare un nuovo sistema economico complementare (basato appunto sulla gestione partecipata da parte dei municipi di beni comuni, energie pulite e reddito di cittadinanza).

Ma per notizie più dettagliate, ed adesioni, consigliamo di collegarsi al web: www.ilpulsanteleggero.it

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