Dopo le scuole, griffati gli ospedali

Il segreto del successo di qualunque attività commerciale è “position, position, position”. Si tratta di uno degli slogan della mitologia pubblicitaria di stampo americano che non è mai stato smentito.
Tale mitologia serve a spiegare il perché, oltre alle strade, alla tv, agli autobus, alle metropolitane, via posta, sui giornali, sulle riviste, on line, oltre agli abiti, alle parti del corpo, anche i corridoi e le aule scolastiche possano aver recentemente attratto gli investitori. Carta lo ha già denunciato nel numero 10 del 13 marzo scorso. E’ accaduto in provincia di Genova dove una nota agenzia di comunicazione ha proposto a numerose scuole di ospitare cartelloni pubblicitari in palestre e corridoi.
Secondo l’agenzia Adnkronos avrebbero aderito quaranta istituti, soprattutto scuole medie e superiori, ma anche due asili. In precedenza un altro tentativo del genere era stato tentato a Padova, ma era andato male per l’opposizione decisa dell’Unione degli Studenti del Veneto.
Anche in quel di Genova l’iniziativa ha provocato scompiglio tra studenti , presidi e professori, ma molti indizi fanno ritenere che i cartelloni entreranno, per consentire ai presidi di rimpinguare di pochi spiccioli i magri bilanci scolastici.
Per quanto riguarda in particolare gli effetti della pubblicità sui bambini, si deve sottolineare – come afferma la psicologa Anna Maria Parsi – che la scuola è il luogo del bambino, dove riceve valori, informazioni, incontra maestri e coetanei e la pubblicità che vi irrompe può disorientarlo in una forma di invasione del tutto inopportuna. Sarebbe invece molto più importante per i bambini far entrare la pubblicità nelle scuole come argomento di discussione, per far capire come difendersi dal messaggio pubblicitario e decodificarlo.
Ma la sete pubblicitaria non si è fermata qui. Alla ricerca di sempre nuovi spazi ora è stata attratta anche dalle corsie d’ospedale. Qualcuno ha pensato infatti che una corsia d’ospedale, specie se percorsa da malati, medici, infermieri, visitatori, settemila volte al giorno, potrebbe attrarre gli investitori. Cosicché l’Ospedale Ca’Foncello di Treviso, ha pensato bene di aprire le proprie porte ai cartelloni pubblicitari (negli spazi comuni interni ed esterni), aderendo alla proposta della società Meneghini e Associati di Vicenza che, attraverso “Progetto Partner in sanità”, seleziona imprese interessate a reclamizzare i propri prodotti all’interno dei nosocomi. E la concessionaria di Padova ha creato un vero e proprio circuito di cartellonistica che al momento coinvolge 127 strutture ospedaliere e che garantisce ai propri clienti 100 milioni di passaggi annui ad un target di cittadini non-degenti di tutto rispetto:studenti, fornitori, famigliari, visitatori, operatori sanitari. Secondo quanto affermato da Francesca Pozza della Meneghini e Associati, “di solito si prendono contatti con imprese che, ad esempio, operano nel settore dell’oculistica e del sanitario. Comunque , sempre secondo la manager, la fame di spazi che ha da sempre la pubblicità, che sigla e griffa tutto, ha il merito di rendere gli ospedali più a misura d’uomo, apportando più colore e maggior confort.
Allegria, dunque! Sempre che a qualche dirigente sanitario non salti il ticchio di introdurre un bel cartellone colorato che reclamizzi un’agenzia di pompe funebri.

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