Da venti anni il movimento dei Sem terra (Mst) lotta contro il latifondo improduttivo. Esistono oggi, secondo il Plano nacional de reforma agrária (Pnra), del governo, 116 milioni di ettari improduttivi, vale a dire il 46 per cento delle terre è in mano all’un per cento dei proprietari.
Riforma agraria: per un Brasile senza latifondo, significa per le famiglie Senza Terra, la lotta per la democratizzazione della terra, del capitale, dell’istruzione, della tecnologia e del reddito. Lottando instancabilmente per una vita giusta e dignitosa nelle campagne.
Negli ultimi mesi c’è stato un cambiamento nella natura della lotta per la Riforma agraria: il nemico principale del popolo brasiliano, il latifondo improduttivo, ha stretto alleanze di classe con l’agrobusiness e il capitale internazionale che vedono in queste immense aree improduttive i confini per l’accumulo di capitale. Per questo, tentano di mostrare attraverso i mezzi di comunicazione, che la Riforma agraria è sinonimo di ritardo, e “moderno” è il modello di agricoltura basata sull’agrobusiness e sulla esportazione di granaglie. Pura illusione.
Alcuni dati sui “simboli della modernità dell’agrobusiness”. Si vedano, di seguito, le informazioni sui sette “grandi produttori” brasiliani:
1. Famiglia Mutran, della regione di Marabá-Pará
La famiglia Mutran è la maggiore esportatrice brasiliana di castagna-del-pará. I Mutran sono proprietari di varie fazendas, di dubbia origine, nella regione del sud del Pará. Recentemente sono stati multati per 1.350.440 real, dal ministero del Lavoro, per utilizzo recidivo di lavoro schiavo nelle proprie fazendas.
Nel 1992, il capofamiglia, allora deputato statale, Osvaldo dos Reis Mutran, (Vavá Mutran) assassinò un ispettore della Icms che aveva trattenuto uno dei suoi camion che trasportava bestiame, privo di nota fiscale. Condannato a dieci anni di reclusione, Mutran scontò parte della pena, poi fu liberato. Nel 2002 fu arrestato in flagrante, con l’accusa di avere ucciso con un colpo di pistola alla testa, un bambino di otto anni.
[Fonti: agenzia Folha, 2 agosto 2004, www1.folha.uol.com.br/folha/brasil/ult96u62910.shtml
Folha de S.Paulo, 6 dicembre 2002, www1.folha.uol.com.br/fsp/cotidian/ff0612200217.htm]
2. Il maggiore produttore brasiliano di fagioli– Minas Gerais
Il fazendeiro Norberto Mânica è padrone di diverse fazendas nella regione di Unaí, Minas Gerais. In una delle sue fazendas gli ispettori del ministero del Lavoro, trovarono lavoratori ridotti in schiavitù. Il proprietario fu denunciato e quando gli ispettori tornarono per la seconda verifica e redigere il verbale di infrazione, fece assassinare i tre ispettori e l’autista del Ministero che li accompagnava. Gli ispettori Nelson José da Silva, João Batista Soares Lage e Erastótenes de Almeida Gonçalves, e l’autista Ailton Pereira de Oliveira, furono uccisi il 28 gennaio quando si fermarono in una strada per dare informazioni.
Sono stati incarcerati i quattro esecutori del delitto (Francisco Elder Pinheiro, Erinaldo de Vasconcelos Silva, Rogério Alan Rocha Rios e William Gomes de Miranda), i due intermediari (Hugo Alves Pimenta e José Alberto de Castro) e in ultimo, il fazendeiro.
[Fonte: Folha de S.Paulo, 7 agosto 2004, www1.folha.uol.com.br/fsp/brasil/fc0708200427.htm]
3. Il maggior produttore di cotone del Paese–Goiás
Wander Carlos de Souza, sindaco di Acreúna, in Goiás, del PMBD, è proprietario di diverse fazendas che sommando le produzioni, gli garantiscono il titolo di maggior produttore di cotone del Brasile. L’agrario possiede 12 mila ettari coltivati a cotone e 8 mila coltivati a soia in vari comuni dello stato. Nel maggio scorso ha visitato la fiera dell’agrobusiness a Ribeirão Preto e ha comprato 18 raccoglitrici con i soldi del Moderfrota del BNDES. Risultato: le macchine hanno sostituito, in una settimana, 2000 lavoratori che sono stati licenziati e che adesso formano l’accampamento del MST sulle strade del Goiás.
Nel 2003, nelle fazendas Tatuibí e Rio Fontoura, entrambe a São Félix do Araguaia e di proprietà del sindaco, sono stati trovati 125 lavoratori senza documenti, 80 in schiavitù.
[Fonti: Folha de S.Paulo, 16 giugno 2003, ww1.folha.uol.com.br/folha/dinheiro/ult91u68783.shtml
Agência Carta Maior, 22 de julho de 2003, www.consciencia.net/2003/08/02/picciani.html]
4. Uno dei maggiori fazendeiros di Rondônia.
L’ex senatore Ernandes Amorim è stato arrestato il 5 agosto scorso dalla Polícia Federal, nella sua casa di Ariquemes, a 150 km da Porto Velho. 200 agenti della Polizia Federale hanno partecipato all’operazione che ha portato altre 20 persone in carcere. Il coordinatore della cosiddetta “Operazione Mamoré” e responsabile delle indagini, Mauro Spósito, ha dichiarato che Amorim è accusato di capeggiare una banda che aveva sottratto alle casse pubbliche circa 18 milioni di real con sottrazione di risorse pubbliche, estrazione illegale di minerali, furto di legname in area protetta, appropriazione indebita di terre, frode in atti pubblici, apertura di imprese fantasma e evasione di imposte statali e federali.
Spósito ha spiegato che Amorim non è coinvolto in tutti questi diversi crimini, ma che le persone arrestate hanno legami con lui, grazie ai quali hanno tratto benefici dai crimini commessi. Il 3 agosto scorso la Giustizia Federale ha emesso 33 mandati di cattura e 21 mandati di arresto.
Nella casa dell’ex senatore sono stati trovati documenti e un fucile calibro 12 di fabbricazione straniera.
Sono stati arrestati anche un figlio e un fratello di Amorim, alcuni funzionari del Comune e un funzionario dell’INSS che falsificava certificati al prezzo di 4,5 mila real, per far partecipare a licitazioni pubbliche, aziende con debiti previdenziali. Amorim è considerato uno dei maggiori fazendeiros di Rondônia.
[Fonte: O Estado de S.Paulo 7.08.04, Folha de S.Paulo, 6 agosto 2004, www1.folha.uol.com.br/fsp/brasil/fc0608200421.htm]
5. Presidente della Farsul nel Rio Grande do Sul
Carlos Speroto, presidente della Farsul, ente dei fazendeiros del Rio Grande do Sul, riconosciuto difensore del transgenico e della Monsanto è stato processato nel 1989 per l’omicidio del suo vicino.
Attualmente è sotto processo al TCU (Tribunale dei Conti dell’Unione) perché la sua Federazione ha stornato fondi del Senar (Servizio di Apprendistato Rurale – legato alla Farsul), destinati alla formazione di manodopera rurale, per restaurare la propria sede.
I dirigenti del TCU dovranno restituire al Tesoro Nazionale, maggiorati di interessi e multa, diversi milionj di real. Nella decisione del TCU è stato evidenziato che Fernando Craidy (Ex-presidente del Consiglio Deliberativo del Senar /RS) e Carlos Rivaci Sperotto non sono stati in grado di giustificare una serie di irregolarità.
[Fonte: deputado estadual Bohn Gass (PT/RS), www.deputadobohngass.com.br/pt/noticias/News_Item.2004-07-15.2917, Processo número 2.716-84. Inquérito policial 123-80. Comarca de Santo Augusto, Vara Única]
6. Il maggior esportatore mondiale di cellulosa- Aracruz- Espírito Santo
La Aracruz comprando da piccoli e medi produttori la regione della Foresta Atlantica, ha concentrato nel nord di Espírito Santo più di 60 mila ettari, allo scopo di installare una foresta omogenea di eucalipto. Gli scienziati hanno definito questa area un “deserto verde”, non riproducendovisi più alcuna forma di vita, oltre all’eucalipto.
Oltre i 60mila ettari accumulati, l’azienda ha rubato non meno di dieci mila ettari della riserva dei Guarani, che vivono in miseria, confinati in un piccolo spazio. In anni recenti i Guarani avevano recuperato il proprio spazio ormai pieno di eucalipto e la Corte Federale ha stabilito che l’azienda debba pagare un indennizzo annuale alla tribù, per l’uso illegale delle sue terre. Le terre non sono state ancora restituite.
Il 2 aprile del 1998, la Presidenza della Funai (Fondazione Nazionale dell’Indio), rappresentanti della Aracruz Celulose e del Ministero Pubblico Federale (che ha come dovere costituzionale la difesa dei diritti e degli interessi indigeni) hanno firmato un accordo denominato “Termine di correzione del comportamento” con validità ventennale, con il quale gli indios “acconsentono” di cambiare i confini delle terre tradizionalmente occupate, in cambio di una somma in denaro e servizi assistenziali forniti dalla Aracruz Celulose.
La Aracruz è una azienda alla quale partecipano BNDES (Banco Nacional de Desenvolvimento Econômico e Social), Souza Cruz e gruppi della cellulosa in Inghilterra. Il controllo azionario è esercitato dai gruppi Safra, Lorentzen e Votorantim e dal BNDS. Le sue operazioni forestali raggiungono gli stati di Espírito Santo, Bahia, Minas Gerais e Rio Grande do Sul, con circa 247 mila ettari di piantagioni di eucalipto.
[Fonte: CIMI (Conselho Missionário Indigenista), http://ospiti.peacelink.it/zumbi/na_luta/cimi-es7.html
7. Centrale Santa Cruz, di Campos dos Goytacazes (RJ) con lavoro schiavo
In una operazione congiunta con il Ministero Pubblico e la Polizia Federale, il Ministero del Lavoro ha confermato la pratica del lavoro schiavo nella centrale Santa Cruz. Il Procuratore del Lavoro, Wilson Prudente, ha detto che l’operazione è stata avviata in seguito alle dichiarazioni fatte da uno dei lavoratori della centrale, che è riuscito a fuggire e raggiungere il Commissariato di Trabalho de Campos.
In seguito alla scoperta, il Ministero del Lavoro ha iniziato una azione civile pubblica contro il Gruppo José Pessoa con richiesta di indennizzo morale collettivo di 5 milioni di real. Il Tribunale ha già stabilito il blocco dei beni dell’impresa.
[Fonti: Folha de S.Paulo, www1.folha.uol.com.br/folha/brasil/ult96u52296.shtml, Diário Vermelho
www.vermelho.org.br/diario/2004/0723/0723_petrobras-escravo…….asp]
Secretaria Nacional do MST






